Mercoledì 29 Dicembre 2010

Lipomo: straziante addio
al sedicenne morto

LIPOMO Sorridente e sempre disponibile, così i tanti amici vogliono ricordare Andrea Baronio, sedici anni, che se n'è andato per sempre la vigilia di Natale lasciando il papà Roberto, la mamma Melania e il fratello Alessandro increduli e attoniti per quanto accaduto.
La bara di legno chiaro, ricoperta da un cuscino di fiori bianchi, è arrivata nella chiesa dello Spirito Santo di Lipomo che a stento è riuscita, ieri pomeriggio, ad accogliere i tanti amici del giovane giunti anche da Como e dal limitrofo quartiere di Lora e i numerosi lipomesi che hanno voluto testimoniare con la loro presenza la vicinanza alla famiglia.
In un banco, poco discosto dalla bara di Andrea, c'era anche la mamma Melania, appena dimessa dall'ospedale Sant'Anna dove era stata ricoverata da venerdì scorso colpita da un fortissimo shock emotivo, il papà Roberto e il fratello maggiore Alessandro che per tutto il tempo ha stretto la mano della mamma.
La cerimonia funebre è stata officiata dal parroco don Mario Mojola che nell'elogiare la compostezza e il silenzio dell'assemblea ha espresso la sua partecipazione al dolore dei familiari.
Al termine del rito, prima della benedizione della salma e l'avvio al camposanto per la sepoltura, una ragazza ha rivolto un ultimo saluto all'amico Andrea, ricordando, tra le altre cose quando arrivava agli appuntamenti con i coetanei con la sua rombante moto da cross. Era un giovane di grande compagnia, molto stimato dai coetanei che ne apprezzavano la sua spontaneità, il suo brio, la sua vitalità, il suo sorriso.
Grande tifoso della squadra del Milan è stato un frequentatore della curva sud. Tra le altre sue grandi passioni il motocross, la pesca, i graffiti, le musiche rapper.
Studente alla Magistri, Andrea frequentava la classe 2^ B. Prima delle vacanze compagni e professori lo avevano salutato convinti di ritrovarlo in classe alla ripresa delle lezioni purtroppo non ci sarà più perché una malformazione congenita al cuore gli ha stroncato l'esistenza la mattina della vigilia di Natale. Una fatalità, una tragedia inspiegabile che ha fatto precipitare un paese intgero nello sconforto e nell'incredulità.

f.angelini

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