Mercoledì 05 Gennaio 2011

Cantù, il racconto di un'anziana
"Io, truffata fuori dalla posta"

CANTU' La pensionata, quando si è resa conto del raggiro, si è rivolta in lacrime a un'amica commerciante di via Matteotti: «Mi hanno rubato i soldi della bolletta».
E' successo in questi giorni fuori dall'ufficio delle poste di piazza Parini. L'anziana, uscita di casa per pagare la bolletta della luce, è arrivata quando la sede centrale era chiusa. Un momento doppiamente sbagliato. Soprattutto perché, all'esterno, alla fine della scalinata e nei pressi del bancomat, ha trovato un signore distinto, gentile e ben vestito. «Non si preoccupi, signora, la bolletta può pagarla comunque a me», l'invito del truffatore.
Purtroppo, la signora si è fidata. E come riferisce la commerciante a cui è stata raccontata la storia, il personaggio, fingendo di armeggiare con qualcosa di simile a un pos per le carte magnetiche, è riuscito a impossessarsi del denaro dell'anziana. Una messinscena da cassiere, continuata anche subito dopo. Perché il truffatore, dopo aver ottenuto il corrispettivo della bolletta, ha addirittura pensato di dare un resto di 10 euro alla signora, per rendere più verosimile la sua farsa. Non solo. Già che c'era, il finto dipendente delle poste ha strappato in due la ricevuta della fattura: una parte per sé, e l'altra restituita alla pensionata. Come a uno sportello vero.
Quando l'anziana è tornata sui suoi passi, per raggiungere la sua abitazione in via Matteotti, si è accorta di essere stata raggirata. Si è sfogata con l'amica del negozio. Ma ormai era troppo tardi.

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