Mercoledì 12 Gennaio 2011

Cabiate: confermati 20 anni
Mazzaferro uccise l'amico Verna

CABIATE - Nessuna riduzione di pena. Vent'anni in primo grado. Vent'anni anche in secondo grado. La corte d'Assise d'appello di Milano ha confermato su tutta la linea la sentenza con la quale il gup Pietro Martinelli, nel dicembre dello scorso anno, aveva condannato a vent'anni di carcere Tonino Mazzaferro, 32enne imprenditore cabiatese accusato di aver ucciso, nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 2009, Andrea Verna.
Il giovane, che abitava in via Vittorio Emanuele, a poca distanza dal luogo dell'aggressione, era stato trovato in fin di vita attorno all'1.30 in mezzo alla strada, in via Dante, a qualche decina di metri dalla chiesa parrocchiale. Era incosciente: il volto era pesantemente segnato da ferite e lividi, come fosse stato picchiato. E invece i soccorritori hanno scoperto che era stato ferito da un colpo di pistola. Agli inizi di gennaio è morto in ospedale.
I carabinieri, alcune settimane dopo il delitto, avevano arrestato Mazzaferro, con l'accusa di omicidio volontario. A metterlo nei guai Marco Arlotta, unico testimone del delitto, che ai giudici aveva detto: «Ho sentito lo sparo, mi sono girato e ho visto Tonino Mazzaferro mettere via la pistola».
Erano amici, il giovane condannato a vent'anni per omicidio e Andrea Verna, la vittima. Ma quella notte i due avevano discusso animatamente. Verna era insieme ad Arlotta: i due stavano tornando in auto quando il testimone, secondo quanto raccontato durante un udienza in incidente probatorio, ha sentito il colpo di pistola e ha visto l'amico cadere a terra. Un solo proiettile che è entrato dalla nuca, sparato da una pistola calibro 9.21 da una distanza di circa cinque o sei metri.
Una testimonianza, quella di Arlotta, giudicata inattendibile dai legali dell'imputato, convinti che a carico del 32enne imprenditore cabiatese non vi siano in realtà prove. A sostegno della loro tesi gli avvocati hanno anche presentato una consulenza balistica per ribaltare alle conclusioni della procura.
Anche i giudici di Milano, così come era accaduto nel corso dell'udienza preliminare a Como, si sono però detti assolutamente convinti, al di là di ogni ragionevole dubbio, che a uccidere Andrea Verna sia stato l'amico, Mazzaferro. Così, ieri, il presidente della corte d'Assise ha confermato la condanna a vent'anni di reclusione per omicidio volontario. In primo grado il pubblico ministero, Simone Pizzotti, aveva insistito per una condanna all'ergastolo, ma il giudice aveva escluso le aggravanti contestate dalla procura e concesso un terzo di sconto della pena, per il rito abbreviato.
I difensori dell'imputato hanno già preannunciato ricorso in Cassazione.

l.barocco

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