Venerdì 14 Gennaio 2011

Il miracolo della Mectex
Al lavoro sette giorni su sette

ERBA - Al lavoro sette giorni su sette, per cinque 24 ore su 24, nonostante le difficoltà a rapportarsi con le commesse pubbliche e le banche. Questa è l'eccellenza regionale a cui l'assessore all'industria e vicepresidente della regione Andrea Gibelli ha fatto visita durante la giornata di ieri. Un'azienda, la Mectex di via Trieste ad Erba, che festeggia il prossimo mese i cinquant'anni d'attività. «Senza fare un'ora di cassa integrazione, i nostri soldi vanno per la cassa della Fiat», racconta l'ottantasettenne fondatore Carlo Fassi. Negli ultimi anni però anche la Mectex ha dovuto rapportarsi con gli ammortizzatori sociali, ma solo dopo essersi trovata come sempre in crescita con gli ordini, ma senza la possibilità di evaderli causa la chiusura delle banche. Come capita frequentemente tra i pagamenti in attesa ci sono quelli del pubblico: le divise dei nostri soldati in Afghanistan a più d'un anno dalla consegna non sono ancora pagate. Difficile insomma lavorare in questa Italia di oggi anche per l'eccellenza del tessile, che fornisce le tute di Fernando Alonso per la Ferrari e di Valentino Rossi per la Ducati, più una miriade di campioni dello sport.
«L'azienda va bene, il lavoro non manca, siamo aperti 24 ore su 24 tutta settimana, e anche il sabato e la domenica - spiega l'amministratore delegato Aurelio Fassi -. Balliamo quando c'è la musica. Potremmo anche lavorare di più, ma ad alcune commesse abbiamo dovuto rinunciare causa la stretta creditizia delle banche. Se si vuole crescere costantemente nel fatturato serve il credito, nonostante la nostra solidità, permangono i problemi».
Un'azienda che vuole conquistare lo spazio, il prossimo passo sarà questo anche se Aurelio Fassi non spiega come, che si trova a non poter uscire dalle banche con un sorriso. Pensare che il credito la Mectex lo fa, e allo Stato, due milioni e mezzo sono i soldi che attende per una commessa dell'esercito, della marina e della guardia di finanza. Tra gli abiti anche quelli usati in Afghanistan dai nostri soldati.
«Non ci lamentiamo, è abbastanza normale - spiega Aurelio Fassi -, siamo ad un anno e un po', questi soldi potevano servire per i fornitori».
Sono dell'amministratore delegato le frasi sui muri della Mectex, compendi d'incitamento di grandi personaggi della storia. Il quadro all'ingresso è del fondatore, e nel dipinto naturalmente un telaio. La ricerca su un nuovo tessuto idrofilo la fa Fabio Fassi classe 1985, figlio di Aurelio, ma nell'azienda lavora tutta la famiglia.
«Io ho fondato la Mectex nel 1960, il primo macchinario comprato? Per il controllo della qualità - spiega Carlo Fassi - Nel 1955 ho inventato il tessuto elastico e mi chiedevano "Te se matt?". Per loro non aveva applicazioni».
Giovanni Cristiani

p.berra

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