All'Artsana la buona salute
aumenta la busta paga

Godere di buona salute è sempre un bene, per i mille dipendenti dell'Artsana di Grandate vale un bonus di 150 euro all'anno. È la strada scelta dai vertici del colosso comasco leader della produzioni di prodotti per l'infanzia e sanitari che fa capo alla famiglia Catelli (nella foto tonda), per recuperare efficienza riducendo l'assenteismo che ora, in alcuni reparti, si attesta intorno al 4%.

GRANDATE Godere di buona salute è sempre un bene, per i mille dipendenti dell'Artsana di Grandate vale un bonus di 150 euro all'anno. È la strada scelta dai vertici del colosso comasco leader della produzioni di prodotti per l'infanzia e sanitari che fa capo alla famiglia Catelli (nella foto tonda), per recuperare efficienza riducendo l'assenteismo che ora, in alcuni reparti, si attesta intorno al 4%. Il bonus, personale, verrà erogato a fronte di un numero di giorni di assenza per malattia non superiore a 11 per i lavoratori del magazzino, che si riducono a sei per gli impiegati. Nel conteggio, naturalmente, sono esclusi i ricoveri ospedalieri, gli infortuni, le assenze per cure oncologiche o malattie particolari.
Il premio di frequenza (di assiduità il termine che compare nei documenti ufficiali) è uno dei punti qualificanti del nuovo contratto integrativo che azienda e sindacati sottoscriveranno formalmente venerdì e che riguarda ai mille lavoratori del gruppo che fanno capo all'unità commerciale di Grandate.
Esclusi 1200 dipendenti Prenatl che hanno rinnovato l'integrativo a dicembre, quelli degli stabilimenti dove si producono le siringhe (350) e i biberon (87). Complessivamente oggi il gruppo conta 7700 occupati, 4300 in Italia, il resto disseminati nelle filiali Chicco e Prenatal in tutto il mondo, nei due stabilimenti (a Madrid e in Romania) e nelle tre sedi cinesi dove si lavora allo sviluppo dei prodotti.
La scorsa settimana l'ipotesi di accordo è stata sottoposta a referendun, (hanno votato in 512) e i sì hanno superato quota 90 per cento. Previsto anche un incremento del premio di risultato di 250 euro (si passa da 1.100 a 1.350 euro all'anno) e l'istituzione di una commissione paritetica che ha tra gli scopi principali, la ricerca delle soluzioni per la conciliazione delle esigenze produttive con quelle familiari.
«Abbiamo accettato di assumere un incremento seppure contenuto del costo del lavoro nonostante le note difficoltà a competere di tutte le aziende Italiane - spiega in una nota l'azienda - a fronte di recuperi di produttività certa e futura oltre che alla crescita del fatturato». Fatturato che segna una costante crescita. Il consolidato 2009 ha raggiunto quota un miliardo 451 milioni di euro, un milione in più rispetto al 2008 e le previsioni sono di un'ulteriore crescita.
Soddisfatti sindacati, Ivan Garganigo (Filcams Cgil), Antonio Mastroberti (Fisascat Cisl), Djossou Kossimax (Uiltucs Uil), reduci dalla gestione del piano di ristrutturazione sottoscritto nel 2009 che ha portato all'uscita di 120 persone, di cui 90 magazzino e 30 in uffici, attraverso mobilità e forme di accompagnamento alla pensione.
«Firmare un contratto integrativo in un momento così particolare è sicuramente un segnale positivo - sottolinea Mastroberti - Segno che quando ci sono buone relazioni sindacali trovare una convergenza tra le richiesta dell'azienda e le esigenze dei lavoratori è sempre possibile senza andare ad intaccare i diritti».
In calce anche la firma della Fisacat Cgil che, tra i punti qualificanti dell'accordo, sottolinea il mantenimento della contrattazione sociale caratteristica da sempre all'Artsana.«Dopo la ristrutturazione dello scorso anno non era facile trovare un punto d'incontro - ammette Ivan Garganico - Positivo il fatto che l'azienda intenda mantenere questa linea con la disponibilità anche a discutere alcuni miglioramenti come, ad esempio, le tariffe dell'asilo aziendale per i redditi più bassi».
Elvira Conca

© RIPRODUZIONE RISERVATA