Domenica 30 Gennaio 2011

Palazzetto e il cantiere fermo
Ecco tutti i motivi della frenata

CANTU' Il tono della polemica politica che si fa sempre più alto. Le normative tecniche che cambiano portando con sé la necessità di laboriose revisioni del progetto. Nel mezzo, il nuovo atteso palazzetto dello sport. In attesa di posare la prima pietra, ora che la ditta che se ne è aggiudicata la costruzione e gestione, la bresciana Turra, ha terminato i lavori di demolizione e predisposizione delle fondamenta. Ma a tenere ferme le ruspe, ora, sono le carte. Ovvero i pareri di idoneità da parte di tutti gli enti esterni preposti al controllo della conformità alle norme vigenti dal Coni alla Asl, dai vigili del fuoco alla Questura, necessari per poter procedere e stendere il progetto esecutivo.
A quanto pare, però, a rallentare questa fase sarebbe la necessità di apportare delle modifiche, in particolare in merito alle nuove prescrizioni della Fiba entrate in vigore per quanto riguarda il numero di posti da riservare ai tifosi ospiti – non più 300 ma il 10% della capienza della struttura, in questo caso circa 700 – e le vie d'accesso all'impianto da parte dei vigili del fuoco. Intanto si infiammano i toni dello scontro politico sul nuovo palasport, ora che L'Ulivo per Cantù, che avanza dubbi sulla legittimità della procedura di affidamento del project financing stipulato tra il Comune e la Turra, ha presentato in piazza Parini una nuova interrogazione, rivolta al responsabile del procedimento, il dirigente del settore lavori pubblici Mario Iorio, diffidandolo ad «attivarsi affinché non abbiano inizio lavori di alcuna opera non prevista nel progetto originario posto a base di appalto prima che sia chiarita la legittimità degli atti». Ovvero della piscina. Scelta fortemente stigmatizzata dall'assessore ai lavori pubblici Umberto Cappelletti, che dice sereno perchè «stiamo procedendo con la massima meticolosità, il che finisce per rallentare un po' i tempi» e l'ha bollata come mossa da «meri interessi politici, senza pensare al bene della città». Accusa che arrivano anche dal capogruppo del Pdl Ciro Cofrancesco: «E' inconcepibile che arrivino a minacciare un dirigente. Il centrosinistra non ha più nessun argomento, e cerca disperatamente visibilità in questo modo». Ma Vittorio Spinelli, capogruppo di Ulivo per Cantù, ribatte: «Semmai sono loro a non difendere i dirigenti. Noi abbiamo agito proprio perché stimiamo Iorio, e vogliamo possa smarcarsi dalle pressioni politiche. Gli chiediamo di tutelarsi, perché è il responsabile del procedimento, e non vogliamo che in futuro ci possano essere ripercussioni per lui e per il Comune. E per tutti i canturini. Siamo convinti di muoverci nell'interesse della città, chiedendo di recuperare il buonsenso».

r.foglia

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