Martedì 01 Febbraio 2011

Mariano: la discarica puzza
Cresce la protesta dei residenti

MARIANO Discarica di Cascina Settuzzi: i residenti accusano, i responsabili del servizio respingono ogni addebito. Ma la puzza è nauseabonda, e costringe a mettere le mani bocca e naso quando sesce di casa ed è così penetrante da svegliare anche nel cuore della notte, costringendo i cittadini a vivere come dei prigionieri in casa, con finestre e porte sbarrate.
Da circa un anno Samanta Zamboni, residente in via del Radizzone 45, sta vivendo questo disagio che riconduce alla discarica di Cascina Settuzzi da cui la sua abitazione dista, in linea d'aria, poche centinaia di metri.
L'impianto di smaltimento dei rifiuti torna al centro di nuove lamentele che pongono l'accento – come già segnalato dal nostro giornale nei mesi scorsi – sulla puzza che invade la vallata, spingendosi dalla Novedratese (la provinciale confina infatti con la discarica) sia verso il centro della città di Mariano, sia verso i comuni limitrofi come Carugo o la frazione canturina di Cascina Amata. Una situazione che pare insopportabile.
«Non ne possiamo più, davvero - sbotta la cittadina - Specialmente al mattino presto e alla sera l'odore è insopportabile. Quando devo accompagnare i figli di 6 e 3 anni a scuola, dico loro di mettersi le mani sulla bocca e di chiudere il naso sino alla macchina per non respirare quell'odore acre che temo possa contenere anche qualcosa di pericoloso per la nostra salute. Il problema si ripete verso sera e non sono mancate le notti in cui siamo stati svegliati dall'odore di discarica che: così non possiamo più andare avanti».
Lo scorso mese di ottobre, la Daneco Waste Italia che gestisce l'impianto aveva spiegato che per eliminare il disagio – secondo i tecnici avvertito in maniera maggiore in condizioni di depressione atmosferica - avrebbe anticipato la perforazione di 12 pozzi di captazione del biogas prodotto dal percolato che scaturisce dalla decomposizione dei rifiuti organici che furono conferiti nei primi anni di attività della discarica, oggi aperta solo agli inerti. «Avevano detto che prima di Natale tutto sarebbe andato a posto – insiste Samanta Zamboni - e invece siamo punto e a capo e l'idea che ci stiamo facendo è che o i lavori non sono finiti, anche perché noi vediamo i macchinari fermi, oppure i pozzi di captazione sono insufficienti. Se l'odore è così forte adesso che siamo in inverno, cosa dobbiamo aspettarci per l'estate? Di essere costretti a vivere barricati in casa per la puzza?».
Le critiche della cittadina, però, non si rivolgono solo ai gestori dell'impianto, ma anche all'amministrazione comunale: «La discarica produce ricchezza - continua Samanta Zamboni - però a noi che abitiamo in questo comparto non è dato di vedere neanche un euro di queste entrate: basta verificare in che condizioni è la strada, che in 9 anni non ho mai visto asfaltare. E' piena di buche e il cavalletto che dovrebbe segnalarne la presenza non è catarifrangente per cui, mancando l'illuminazione, rischia di trasformarsi in un ostacolo al buio. Inoltre non c'è segnaletica e quando cala la nebbia, guidare qui è un terno al lotto: abbiamo segnalato altre criticità, come l'imbocco della via del Radizzone per chi arriva da sotto al Ponte del Lottolo e rischia di scontrarsi con le auto in arrivo da Arosio spesso in contromano, ma le nostre richieste sono rimaste inevase».
La marianese insomma non ci sta a subire oltre. Ma Aldo Graziani, direttore tecnico della discarica, invita a cercare altrove le responsabilità: "La puzza c'è, ma non dipende da noi. Specialmente scendendo nel vallone verso Carugo, in zona San Martino, sento un odore pessimo, ma non di percolato: piuttosto di vernici, solventi e anche di fogna, come se ci fosse qualcosa in putrefazione. Ho chiesto al comune di fornirci un elenco delle attività presenti in quel posto perché non vorrei che si desse la colpa alla discarica quando in realtà le responsabilità sono di altri. Chiediamo  la collaborazione dei cittadini e quando sentono la puzza, non importa a che ora, li invitiamo a chiamare i numeri 333/1202316 oppure 340/5952813. Rispondono nostri incaricati che possono capire cosa succede e forse proprio grazie alle segnalazioni riusciremo a risolvere il problema».

l.barocco

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