Mercoledì 16 Febbraio 2011

Un magnate libanese
nuovo vicino di Clooney

LAGLIO Il prestigioso edificio dell'ex albergo Savoia a Torriggia in attività fino agli anni '30, successivamente conosciuto come Villa Molinari per i collegamenti all'omonimo cantiere appartenente a una famiglia di campioni di motonautica, è passato di mano per un corrispettivo superiore ai cinque milioni di euro. Pare che interessato all'acquisto sia uno tra gli uomini più ricchi del mondo, Saad Hariri, classe 1970, laureato in economia e commercio, politico libanese, secondo figlio di Rafiq Hariri, il premier del paese dei cedri assassinato a Beirut il 14 febbraio 2005 a 60 anni in un attentato che era costato la vita a 21 persone.
Sicura è la vendita del prestigioso immobile, una parte del quale fino a non molto tempo fa era stata abitata da Renato Molinari, ma sull'effettivo acquirente c'è una fitta coltre di riserbo. In comune è pervenuta soltanto la notizia dell'avvenuto avvicendamento, poiché una clausola del contratto di compravendita stabilisce che il nome del nuovo proprietario potrà essere reso noto solo al momento della stipulazione dell'atto definitivo, vale a dire tra una decina di giorni.
Neppure il sindaco, Roberto Pozzi, è in grado di confermare che il proprietario sia proprio il figlio dell'ex primo ministro libanese.
«Ho contattato la famiglia Molinari – dichiara il sindaco – la quale mi ha confermato la vendita, ma per saperne di più occorrerà attendere il momento in cui, nell'osservanza della legge, verrà depositato l'atto in municipio».
Il massiccio immobile color giallo a valle della statale Regina, collocato oltre la punta di Torriggia in direzione di Brienno, con un parco esteso fino al lago dove ci sono le darsene, nei primi decenni del Novecento ha ospitato una facoltosa clientela internazionale nell'ambito di una confortevole struttura ricettiva. Poi la guerra ha dato luogo a dei cambiamenti di destinazione, ma sono tuttora apprezzabili le linee architettoniche con ornamenti e fregi.
La posizione è aperta verso un largo orizzonte che spazia verso Brienno da una parte e Nesso dall'altra fino all'Isola Comacina e alla punta di Balbianello mentre sulla sponda opposta si intravedono le linee del promontorio bellagino.
Rispetto a altri luoghi, la collocazione è poco esposta al sole, ma si dice che al momento della firma del compromesso di compravendita il facoltoso personaggio abbia fatto riferimento al desiderio di godere l'ombra e il fresco delle brezze lacustri in quanto nel suo Paese, il Libano, di sole ce n'è a profusione.
Di sicuro l'acquisto dovrà essere seguito da interventi di restauro trattandosi di un edificio che vanta una storia oltre alla bella prospettiva sul fronte lago, linee architettoniche fissate sulle cartoline che all'epoca dell'albergo venivano inviate in tutto il mondo.

f.angelini

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