Mercoledì 16 Febbraio 2011

Sant'Anna, la sosta
si paga quanto si vuole

COMO La notizia cattiva è che si sta in coda a lungo, prima di riuscire ad arrivare alla cassa. E, in giornate piovose come quella di ieri, si aspetta al freddo, con l'ombrello. La notizia buona è che, una volta raggiunto il gabbiotto, si paga… quanto si vuole. Parliamo ancora una volta dell'autosilo del Sant'Anna e dei problemi che stanno caratterizzando i primi giorni di funzionamento delle attrezzature installate all'ingresso e all'uscita. Anche ieri, com'era già accaduto lunedì, il meccanismo che regola la sbarra all'entrata ed emette il ticket con l'orario di arrivo non funzionava. Risultato: sbarra sempre alzata e un cartello con la scritta «Biglietto in cassa». Non resta che parcheggiare (un suggerimento per chi gira a vuoto in cerca di un posto: il piano -4 è quasi sempre libero) e al ritorno, prima di riprendere l'auto, dirigersi verso la cassa. Peccato che si rischi di trascorrere all'addiaccio almeno dieci minuti, se si è sfortunati. La coda di cittadini desiderosi di ottenere il prezioso tagliando che consente di lasciare l'autosilo (all'uscita la sbarra funziona e senza biglietto il meccanismo non si aziona) è, in qualche momento della giornata, davvero lunga. La pioggia rende ancor meno piacevole l'attesa. Ma, arrivati di fronte all'addetto della società che gestisce il parcheggio (per conto del Comune di San Fermo), ecco la bella sorpresa: «Buongiorno, vorrei il biglietto per poter uscire», mette in chiaro l'automobilista. Risposta: «Va bene, mi dica a che ora è arrivato». L'utente non crede alle sue orecchie, ma dopo un attimo di sbandamento esclama: «Da meno di un'ora!». E così, scatta la tariffa minima: «Allora mi deve un euro e cinquanta centesimi». «Ecco a lei». «Grazie, questo è il tagliando per uscire, buona giornata». Uno scherzo? No, è tutto vero. E alzi la mano chi non ha barato.
Meno felici, di sicuro, i portatori di handicap e i loro familiari. Per poter uscire dall'autosilo, infatti, sono costretti a raggiungere l'auto, prendere il contrassegno che avevano lasciato esposto sul parabrezza per certificare il diritto di utilizzare gli stalli riservati (non mancano, peraltro, gli incivili che li occupano abusivamente) e raggiungere nuovamente la zona della cassa per mostrare il tagliando al personale che gestisce il parcheggio e ottenere in cambio l'agognato bigliettino (per i portatori di handicap la sosta è gratuita). A quel punto devono tornare alla macchina. Criticato da tutti, infine, il tragitto all'aperto da percorrere, una volta usciti dall'autosilo, per raggiungere la hall dell'ospedale. I vertici del Sant'Anna hanno garantito a più riprese che il passaggio verrà coperto.
Michele Sada

p.moretti

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