Sabato 26 Febbraio 2011

Besana: "Mobilieri pigri
vogliono il lavoro sotto casa"

CANTU' - Davide contro Golia. Le imprese artigiane del legno arredo attribuiscono a certe scelte operate dalle medie imprese dello stesso settore una delle cause principali dei loro guai in tempo di crisi. Le accusano di dare sempre più lavoro, anziché a loro, alle aziende di Paesi low cost o a ditte cinesi presenti anche nel Comasco. Ma Alessandro Besana, responsabile dell'internazionalizzazione e del settore legno arredo in Confindustria Como, rispedisce le accuse al mittente. "Questa è solo una povera scusa. Quando le cose vanno male è sempre facile dare la colpa a terzi, invece ritengo che per capire le cause si debba guardare in casa propria. In termini di distribuzione del lavoro, con la crisi le aziende che rappresento in Confindustria hanno fatto la scelta di portare al proprio interno il lavoro che prima davano fuori, e ciò per far lavorare i propri dipendenti ed evitare scelte negative sull'occupazione. E' ovvio che così sia venuto a mancare un po' di lavoro. Ma da qui a dire che diamo il lavoro al cinese di turno, esterno o interno, ce ne corre".  Besana punta invece il ditosull'immobilismo di molti artigiani. "Non più tardi di due settimane fa per la mia azienda ho dovuto cercare un artigiano disposto ad andare all'estero per un montaggio di mobili, esente da spese e con assistenza linguistica. Non ha idea di quanto io stia faticando, nonostante la richiesta sia solo di avere il passaporto e la voglia di andarci. Il problema è che qui sono tutti in bottega ad aspettare di fabbricare il pezzettino, senza nessuna voglia di prendere la valigetta e andare ad assicurarsi il lavoro".

e.conca

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