Domenica 27 Febbraio 2011

Carugo e Arosio: salta il carnevale
Mancano volontari e interesse

CARUGO Dopo quasi 30 anni di edizioni ininterrotte, il comune di Carugo perde il suo tradizionale appuntamento con il Carnevale al quale quest'anno sarà costretto a rinunciare e la stessa sorte toccherà anche ad Arosio. Niente carri o mascherine in sfilata per le vie del paese in occasione dell'appuntamento ambrosiano del 12 marzo con la kermesse allegorica e a spiegare il perché è Franco Sironi, assessore carughese alle manifestazioni: «La gente ormai non ha più voglia di impegnarsi in queste cose e l'elemento più triste è che se si inizia a saltare un appuntamento del genere, la mia esperienza personale mi dice che certe tradizioni non si recuperano più. E per Carugo sarebbe un vero peccato».
La cancellazione di questo momento di festa in effetti non è una buona notizia per il paese che negli anni passati si è distinto per l'organizzazione del Carnevale, in alcune occasioni vero e proprio motivo di vanto e di forte richiamo: «Ricordo quando le sfilate erano animate dai quattro rioni che entravano in competizione per realizzare carri allegorici e costumi – spiega Sironi – e per vederli arrivava gente da tutto il territorio marianese: in certi anni hanno fatto persino concorrenza alla più blasonata manifestazione canturina». Che qualcosa stese cambiando in peggio, però, lo si era già percepito negli ultimi due anni: «Per riuscire a proporre il Carnevale, abbiamo dovuto coinvolgere le Pro Loco e gli oratori di Carugo e Arosio prevedendo un anno a testa l'accoglimento della sfilata per le vie del centro per poi concludere l'appuntamento con una festa in maschera alla sera con tanto di cena all'oratorio che riusciva a raccogliere anche più di 300 adesioni. Quest'anno, purtroppo, non ho ricevuto disponibilità a ripetere l'esperienza per almeno tre motivi: il disinteresse delle persone, la mancanza di un luogo dove allestire i carri e le risorse economiche limitate».
Agli ultimi due problemi, Sironi avrebbe anche voluto tentare di trovare una soluzione, «ma se poi mancano le persone che si danno da fare, è tutto inutile». E a lui, che in passato è stato anche presidente della Pro Loco quindi ha vissuto in prima persona i preparativi della rassegna, la cosa spiace particolarmente: «Quello che ho notato in questi anni – aggiunge – è che è venuto meno un ricambio generazionale di chi spende il proprio tempo anche per gli altri. I giovani, oggi come oggi, preferiscono trascorrere le ore libere dagli impegni davanti al computer, alla televisione e ai videogiochi, mentre gli adulti hanno sempre meno voglia di uscire di casa dopo una giornata di lavoro. Purtroppo, però, questo isolamento inconscio interrompe un legame di socializzazione e di incontro che tiene unite le comunità. Il risultato? Credo che dovremo rassegnarci al fatto che perderemo delle tradizioni invece molto importanti per realtà delle nostre dimensioni». Questo non significa che la festa sarà del tutto cancellata: «Gli oratori organizzeranno nel pomeriggio una festa per bambini e alla sera una cena tra chi frequenta abitualmente la struttura: mi hanno detto che preferiscono fare le cose in maniera più tranquilla e non posso fare altro che rispettare la loro decisione». Ai carughesi e agli arosiani che vorranno partecipare a una sfilata, quindi, non rimarrà altra soluzione che andare a Mariano, a Cabiate (il 6 marzo) o a Cantù dove invece è previsto il corteo delle maschere e dei carri, «ma, almeno per quanto mi riguarda – conclude l'assessore Sironi – non sarà la stessa cosa».

l.barocco

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