Martedì 01 Marzo 2011

Mariano, rabbia dei commercianti
"Supermercato, Turati chiarisca"

MARIANO «Il sindaco venga a spiegare ai commercianti marianesi quali sono le intenzioni dell'amministrazione comunale sull'ipotesi di un centro commerciale da realizzare tra via Isonzo e viale Lombardia. La preoccupazione tra gli operatori locali è tanta per cui dica loro perché dovrebbero stare tranquilli all'idea di veder realizzata una struttura del genere in città». Rosario Presti, rappresentante marianese dell'associazione di categoria dei commercianti, la Upcts di corso Brianza, ha raccolto lo stato d'animo degli associati, e non solo, in merito alla prospettiva di avere una struttura di grossa distribuzione a Mariano, idea contro la quale l'assessore leghista all'urbanistica Giuseppe Cerati ha rassegnato le dimissioni, in aperta rottura con la maggioranza di centrodestra. Un gesto clamoroso per due aspetti: mai la politica cittadina aveva registrato una spaccatura del genere e soprattutto all'interno del partito della Lega Nord, di cui Cerati fa parte, che in genere si tiene lontano da questo tipo di turbolenze. «Chiederemo al sindaco di organizzare un'assemblea pubblica con i commercianti – prosegue Presti – per capire la questione, informarsi, ma soprattutto aprire un confronto a viso aperto. Vogliamo che la discussione si tenga al più presto, cioè proprio in questa fase di valutazione del nuovo piano del governo del territorio nella quale, come ha garantito lo stesso sindaco, nulla è stato deciso. Vogliamo parlarne intanto che si è ancora in tempo per far valere le proprie ragioni ». Perché la posizione della categoria non è di chiusura aprioristica: «Se si tratta di spostare il Gigante di 100 metri, perché sono queste le voci che circolano, da via Giovanni XXIII a via Isonzo, mantenendo l'attuale organizzazione di vendita, non ci sono problemi: nessuno si opporrebbe al desiderio di un'attività di riqualificare la propria struttura purché si mantenga la stessa tipologia. In questo modo, infatti, non si andrebbe ad alterare nessun assetto commerciale perché di fatto rappresenterebbe la realtà esistente». La preoccupazione, invece nasce nei confronti dell'ipotesi di vedere «non più la media, ma la grande distribuzione ovvero il supermercato con anche i negozi – assicura Presti -: a questo punto non è difficile immaginare il verificarsi di un profondo squilibrio dello scenario commerciale cittadino. La gente sarebbe, anche solo per curiosità, portata ad andare al centro commerciale creando uno svuotamento dei negozi di vicinato a partire, temo, proprio dal centro».

r.foglia

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