Venerdì 04 Marzo 2011

Mariano: no ai centri commerciali
La Lega difende l'ex assessore

MARIANO «La linea della Lega Nord è chiara: siamo contrari ai centri commerciali e di questa filosofia gli amministratori locali devono tenerne conto». Cristian Tolettini, segretario provinciale del Carroccio, interviene sulla questione che sta squassando la politica marianese: l'ipotesi di prevedere nel nuovo piano del governo del territorio una struttura di grande distribuzione tra via Isonzo e viale Lombardia - condivisa da Pdl e Lega Nord - ha scatenato una serie di effetti a catena che il coordinatore provinciale del Carroccio cerca di disinnescare: «Nel caso specifico di Mariano - prosegue Tolettini -, considerato che non c'è nulla di deciso e di definito, sono convinto che gli amministratori saranno lungimiranti e governeranno nel rispetto degli indirizzi del movimento che nei confronti dei piccoli commercianti ha sempre avuto un atteggiamento e una parola di difesa».
Nel frattempo, però, in città il gruppo del Carroccio è alle prese con una situazione non facile da gestire e senza precedenti: l'ex assessore all'urbanistica Giuseppe Cerati si è dimesso in segno di protesta contro l'idea di realizzare il centro commerciale, motivazioni condivise dal segretario cittadino Walter Restani che di fatto si contrappongo alla fase di studio e di valutazione di una struttura del genere presa in esame dal sindaco Alessandro Turati e dal gruppo consiliare del Carroccio. Uno scenario di divisione mai registrato in passato: a Mariano, piuttosto, la Lega ha sempre mantenuto un atteggiamento di unione e compattezza rispetto ad altri partiti cittadini, alleati inclusi, che a volte hanno mostrato piccole o grandi smagliature.
«Ho dato la mia personale disponibilità a dare una mano per cercare di risolvere la questione - prosegue il coordinatore provinciale -: ho sentito telefonicamente gli amministratori marianesi e ho già garantito il mio intervento nel caso si rendesse necessario un incontro». Che qualcuno teme già possa avere un effetto “punitivo”: la storia della Lega, infatti, racconta che il movimento non ama le voci fuori dal coro e chi si dissocia dalla linea del gruppo (in questo caso le dimissioni di un assessore leghista rappresentano un gesto clamoroso per la realtà locale), in genere viene sospeso o espulso dal movimento. «Non sto valutando provvedimenti disciplinari di questo tipo nei confronti di Cerati, perché alla fine contano le persone e le motivazioni che stanno alla base di certi gesti. Non voglio essere ricordato per essere stato un coordinatore con la mannaia in mano perché queste cose non mi piacciono: preferisco il confronto e il dialogo».
Anche se, ammette, non ha condiviso la scelta di Cerati: «Posso capire che nella vita amministrativa delle persone possano esserci dei momenti di difficoltà, ma bisogna imparare a fare squadra e a uscire da certe situazioni. Inoltre ho trovato le dimissioni di Cerati quanto meno premature perché, considerato proprio il fatto che nulla è stato deciso su quel comparto, forse meglio avrebbe fatto a rimanere per difendere le sue idee. Avrei capito di più il gesto se fosse avvenuto poco prima o successivamente all'approvazione di un'operazione non condivisa, ma non è questa la situazione in cui ci troviamo». Eppure non solo pochi quelli che sostengono che se Cerati è arrivato a tanto, è perché a un certo punto si è sentito isolato, “tagliato fuori”: «Non ho vissuto direttamente le vicende - conclude Tolettini -, ma torno a ribadire che è meglio gestire certi problemi all'interno del gruppo piuttosto che risolverli rendendoli pubblici».

l.barocco

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