Sabato 05 Marzo 2011

Inverigo, neppure il Prefetto
mette pace nella minoranza

INVERIGO - Tecnicamente, non si è trattato di sfiducia. Politicamente sì. Il che non cambia la situazione all'interno della minoranza di Uniti per Inverigo: Enrico Tosetti da una parte, Daniele Consonni, Mario Canzi ed Ermanno Zappa dall'altra. Nel mezzo, una rottura che nemmeno il parere della Prefettura è riuscito a ridurre a più miti consigli e un nome e un simbolo contesi. Nelle scorse settimane l'opposizione aveva manifestato in maniera palese, in consiglio comunale, il divorzio con il capogruppo - ormai ex - Enrico Tosetti, accusato di una gestione personalistica dell'attività della lista. I tre quarti del gruppo consiliare - che hanno aderito al Comitato Inverigo 2021 - non solo lo hanno sostituito con Daniele Consonni, ma l'hanno anche diffidato dal continuare a utilizzare il nome e il simbolo della lista, ritenendo scorretto ostentare una continuità con l'attuale formazione che in tutta evidenza non esiste.
Il primo cittadino Alberto Bartesaghi, interpellato, ha inviato un quesito alla Prefettura, da cui è arrivata risposta secondo la quale l'atto di sfiducia riguarda solo il sindaco e non può quindi venire attuato nei confronti di un consigliere e che, per quanto concerne l'uso del simbolo e del nome, questo «non potrà che appartenere al gruppo originario e - nel caso - a quello quantitativamente prevalente». Con tre consiglieri su quattro, Consonni ritiene palese che la prevalenza numerica parli da sola: «Noi non abbiamo messo in discussione Tosetti da un punto di vista istituzionale ma espresso politicamente il fatto che non sussista più fiducia nei suoi confronti. Cambiare e rieleggere il proprio capogruppo è un nostro diritto e l'abbiamo esercitato. Per rispetto nei confronti degli elettori dovrebbe prenderne atto. Noi vogliamo solo continuare a lavorare, ci sono questioni ben più importanti di questa da affrontare».
Tosetti però - che non è stato estromesso - la vede molto diversamente e a fare gruppo indipendente a se stante proprio non ci pensa perché «come conferma la Prefettura non era possibile sfiduciarmi. Uniti per Inverigo è stata creata da me e altri tre fondatori e non ho alcuna intenzione di lasciarne la guida. Si dimettano loro semmai». Posizioni inconciliabili, insomma. «Per questo - spiega il sindaco - prima mi sono rivolto alla Prefettura e ora ho chiesto un parere anche all'Anci, per dissipare i dubbi. In merito all'utilizzo del simbolo e del nome non mi esprimo, visto che si tratta di una questione politica interna al gruppo. Ma spero che la risolvano presto, perché questa situazione, a due mesi dalla scadenza del mandato, sta facendo davvero ridere il paese».

f.cavagna

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