Giovedì 24 Marzo 2011

Fatture false: sei a giudizio
C'è un commercialista di Cantù

CANTU' Lui, il commercialista di una società accusata di aver frodato il fisco, ha protestato la sua innocenza. Il suo avvocato, davanti al giudice delle udienze preliminari, ha chiesto il proscioglimento dalle accuse. Alla fine, però, il magistrato ha deciso: tutti a processo. Commercialista compreso. Ruota attorno alla figura di Saverio Aloi, 74enne con studio commerciale in via Dei Pizzi 1 a Cantù, il fascicolo terminato mercoledì con il rinvio a giudizio di sei imputati, tra i quali lo stesso commercialista brianzolo. L'accusa è, a vario titolo, di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili. Gli imputati si dovranno difendere in aula dalle contestazioni, quando il 19 ottobre prossimo comincerà il processo.
Oltre ad Aloi a giudizio sono stati mandati anche Giovanni Tempesta, 49enne di Luisago, Elena Di Nuzzo, di Bovisio Masciago, Maica Beretti, di Ceriano Laghetto, Vincenzo Ingrao, di Solaro, e Daniela Drago, di Misinto.
L'intera vicenda nasce da alcuni accertamenti compiuti dalla guardia di finanza di Erba nell'autunno di due anni fa. Nel corso di un'ispezione fiscale le fiamme gialle avevano acceso i riflettori sull'attività di tre società cooperative, con sede presso lo studio professionale Aloi: la Se.Ge. Italia, la Global Service diventata poi Lobal Service. Secondo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Massimo Astori, le due ultime società avrebbero creato tra il 2006 e il 2008 una serie di fatture fittizie per consentire alla prima di abbattere l'Iva. In particolare Daniela Drago, rappresentante legale della Se.Ge, avrebbe usato fatture false per operazioni inesistenti, così da evadere il fisco, per quasi 600mila euro (tra imponibile e Iva) nel 2006 e poco meno di 2 milioni e mezzo (sempre tra imponibile e Iva) l'anno successivo. Fatture emesse dalla Lobal Service, società in liquidazione (sotto accusa il liquidatore Vincenzo Ingrao) e dalla Global Service, anche questa in liquidazione (pure in questo caso sotto accusa il liquidatore Giovanni Tempesta). Aloi (nella sua qualità di amministratore e presidente dello studio commerciale) è accusato, in concorso dapprima con il liquidatore della Lobal service, quindi con una dipendente della stessa Lobal, di aver occultato e distrutto le scritture contabili delle due società cooperative sospettate di aver emesso le fatture false.

m.butti

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