Sabato 26 Marzo 2011

Tremezzina, scoppia il caso
del telefonino pagato due volte

MEZZEGRA - C'è un giallo da chiarire per quanto riguarda telefoni fissi e telefonini in dotazione a amministratori, funzionari e dipendenti dell'unione comuni della Tremezzina in quanto dalle verifiche in corso, non ancora ultimate, starebbero emergendo situazioni anomale tali da far addirittura pensare all'esecuzione di doppi pagamenti a beneficio delle società erogatrici del servizio. Non si tratterebbe di grandi somme, ma gli episodi che stanno passando sotto la lente a seguito del richiamo contenuto in una lettera inviata dal sindaco di Mezzegra Claudia Lingeri al presidente dell'unione Giorgio Cantoni, starebbero a dimostrare delle leggerezze nella gestione del denaro pubblico, là dove un euro è pur sempre un euro, meritevole di attenzione e soprattutto di rispetto.
Il divorzio consensuale del comune di Mezzegra dall'unione della Tremezzina, secondo la lettera del sindaco Lingeri, ha dato luogo «al riscontro di anomalie nel dettaglio dei riparti delle spese riferite ai costi dei telefoni cellulari» tanto da rinnovare la richiesta di un incontro tra amministratori del comune e rappresentanti dell'unione onde «dare una spiegazione agli addebiti riferiti all'utenza del cellulare in dotazione a un assessore della precedente amministrazione e dell'utenza telefonica dell'asilo nido Girasole».
Mezzegra, in sostanza, vuole verificare i pagamenti di tali utenze onde stabilire «se gli oneri debbano ricadere sul comune o interamente sul bilancio dell'unione».
Il caso sollevato riguarda il telefonino del già assessore Diego Bordoli, ma potrebbero esserci altri analoghi casi e è per questo che appare doverosa una verifica a tappeto onde evidenziare ulteriori anomalie.

m.schiani

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