Domenica 03 Aprile 2011

Cermenate, nasce la scuola
d'alta formazione antimafia

CERMENATE «La liberà è il dono più bello che Dio ci abbia fatto, ecco perché oggi a Cermenate si fa la storia. Una storia nuova, che aprono non gli adulti ma i bambini». Una storia fondata sulla legalità, sulla solidarietà, sul coraggio che deve guidare i gesti di tutti i giorni, e che si scriverà nel Centro d'alta formazione antimafia intitolato a Giorgio Ambrosoli, ucciso dalla criminalità organizzata nel 1979, che nascerà nella villetta al 10 di via Di Vittorio confiscata nel 2007 alla 'ndrangheta. A battezzare la partenza dell'iniziativa nell'ambito del Progetto San Francesco, che questo centro l'ha fatto nascere, ieri nella palestra di via Garibaldi è arrivato padre Antonio Garau, per anni sotto scorta dopo aver raccolto il testimone di don Pino Puglisi, ammazzato nel 1993, nella lotta antimafia, e i ragazzi dell'associazione Jus Vitae di Palermo, quelli che, dicono loro stessi, padre Garau ha acciuffato per i capelli per riportarli sulla retta via. E che oggi sono testimonianza vivente del rifiuto di tutte le mafie, «perché la mafia – ha ribadito il sacerdote ai ragazzi delle scuole cermenatesi - vuole tutto di noi, si prende il corpo ma ruba anche l'anima». Per questo non bisogna mai abbassare gli occhi, mai avere paura di chi si ha di fronte. Il Progetto San Francesco è sostenuto dai sindacati delle costruzioni e dei bancari della Cisl - Filca e Fiba, ieri presenti con i rappresentanti delle segreterie nazionali e regionali, Domenico Pesenti e Battista Villa, Giacinto Palladino e Andrea Zoanni - e il Siulp, il sindacato italiano unitario lavoratori di polizia, rappresentato dal segretario lombardo Benedetto Madonia. Da tutti è arrivato l'invito unanime a prendere coscienza della presenza della criminalità organizzata in Lombardia, e a fare la propria parte perché non attecchisca fino a soffocare il tessuto sociale e economico. Guardia sempre più alta e normative stringenti, anche nell'assegnazione degli appalti pubblici, per tutelare lavoratori e imprese. L'hanno sottolineato anche il questore di Como Massimo Maria Mazza - «la solidarietà nella legalità è fondamentale» - e il prefetto Michele Tortora che ha ribadito una volta di più quello che le cronache già raccontano. Che il Comasco non è certo impermeabile alle infiltrazioni mafiose, e che queste oggi hanno il volto di eleganti personaggi in giacca e cravatta, che finiscono col vampirizzare aziende e impedire la crescita armonica del territorio, fino ad annichilirlo. Quello di Cermenate sarà il primo centro europeo per l'alta formazione contro le mafie e la promozione della cultura dei diritti umani, aperto ai cittadini tutti e alle associazioni. «Ma non sarà un'università della legalità – ha precisato Alessandro De Lisi, responsabile del progetto – ma un nido della giustizia, perché si comincerà a crescere da qui». Il prossimo appuntamento è per il 7 maggio, quando verranno consegnate le chiavi della struttura. E il sindaco Mauro Roncoroni conferma: «Questa scuola ci darà la possibilità di passare dalle parole ai fatti. Come diceva Giovanni Falcone, non dobbiamo demandare ma partecipare. E dobbiamo investire sul futuro».

l.barocco

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