Domenica 17 Aprile 2011

Cantù, dossier sul palazzetto
"I costi sono raddoppiati"

CANTU' Tanto per cominciare, sottolineano, una piscina da quasi quattro milioni di euro non si può liquidare semplicemente come una modifica. Modifica che comunque sarebbe dovuta passare al vaglio del consiglio comunale e non solo della giunta. E poi l'esplosione dei costi, raddoppiati fino a superare i 50 milioni di euro, così come sono aumentate le volumetrie commerciali, mentre di contro è diminuito il numero dei parcheggi disponibili, il cui costo – oltre dieci milioni di euro – finirà con l'essere tutto a carico del Comune. E quindi dei canturini. Il progetto del nuovo palazzetto, i quattro consiglieri di Ulivo per Cantù, l'hanno passato al setaccio dato per dato, e dopo averlo fatto si sono convinti che, come rimarca il capogruppo Vittorio Spinelli «manca la trasparenza degli atti». Da qui la decisione di presentare una segnalazione ufficiale all'Autorità per vigilanza sui contratti pubblici. Decisione, quella di inoltrarla – il che avverrà nei prossimi giorni, ora che tutta la documentazione è completa – che ha attirato sul Partito democratico le critiche feroci dell'assessore ai Lavori pubblici e del capogruppo di Lavori in Corso Claudio Bizzozero, nonostante all'inizio questo approfondimento fosse stato voluto proprio in accordo con la civica. L'accusa, quella di essere degli irresponsabili, che rischiano di porre un freno all'agognata soluzione del ventennale caso Palababele. Accusa che però i firmatari del documento, i consiglieri di Ulivo per Cantù – oltre a Spinelli, Gigi Tagliabue, Salvatore Bruccoleri e Luciano Razzi – rispediscono al mittente. «Non siamo contrari allo strumento del project financing – dice il capogruppo – ed è ovvio che il privato deve avere il proprio tornaconto. In questo caso però non si è rispettato il principio di concorrenza, e si sta giocando con i soldi pubblici. E non possiamo permetterci di scherzare». Il punto principale di opposizione, la modifica nel passaggio dal progetto preliminare al definitivo che ha portato all'interno del nuovo palasport, che verrà costruito e gestito per trent'anni dalla bresciana Turra, un centro sportivo con piscina. A partire dal fatto che l'atto di affidamento di quest'ultima sarebbe dovuto essere competenza del consiglio comunale e non della giunta e che una modifica tanto sostanziale e sostanziosa non sia conforme, secondo il centrosinistra, a quanto deliberato e previsto dalla convenzione sottoscritta l'anno passato. Inoltre l'approvazione del progetto definitivo sarebbe avventura in assenza di documenti fondamentali. In particolare si evidenzia il fatto che l'istituito di credito  che ha asseverato il project financing – passato dai 25 milioni e 485 mila euro del 2006 ai 52 milioni e 405 mila attuali – abbia dichiarato in questo passaggio di farlo basandosi su «dati e documentazione relativi al progetto che non sono stati sottoposti a verifica di congruità», invitando la Turra ad assumersi ogni responsabilità sugli stessi. Elementi di dubbio che Ulivo per Cantù ha messo nero su bianco prima in due interrogazioni e ora in questa segnalazione, illustrata ieri ufficialmente in una conferenza stampa. Che gli costa – e forse costerà - l'accusa di mettere i bastoni tra le ruote al nuovo palasport: «Non vogliamo passare per quelli contrari a prescindere – dice Spinelli – Ma non possiamo far finta di nulla».

r.foglia

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