Domenica 17 Aprile 2011

La moglie a Roberto:
"Ti amerò per sempre"

LURATE CACCIVIO «Ti amo con tutto il cuore, ti amerò per sempre». Un messaggio d'amore per l'ultimo saluto al marito vittima di un infortunio sul lavoro. Pensieri dettati dal cuore, quelli di Barbara per il suo Roberto, e scritti con una penna intrisa di lacrime. Parole lette tra i singhiozzi,  in una chiesa stracolma di gente, per ringraziarlo, anche a nome dei loro figli Giulia di 6 e Andrea di 4 anni, per «la parte più bella della sua vita». Rinnovando la sua promessa d'amore eterno da quello stesso altare dove, felici, si erano sposati e avevano battezzato i loro bimbi. «Ti amo» ha ripetuto più volte Barbara e nella chiesa è stato un fiorire di occhi arrossati, di pianti sommessi.
Tanta, tantissima gente, ieri mattina ha voluto salutare Roberto Dominioni, 36 anni, morto mercoledì mattina a Lasnigo, travolto dal trattore che stava guidando. La chiesa, stracolma come il piazzale esterno, ha visto radunarsi tutto il mondo dello sfortunato papà. C'erano i compagni di lavoro che, indossando la divisa aziendale, hanno traportato a spalla il feretro all'interno della parrocchiale. Poi, con qualche passo indietro per lasciare spazio ai tantissimi conoscenti, agli amici, ai famigliari.
«Avrai amici da ricordare» il canto intonato dalle voci del coro. E gli amici della famigliola ieri hanno voluto ricambiare l'affetto con un caloroso abbraccio e condividere il dolore. «Quando con la voce strozzata dal pianto mi ha detto che Roberto era morto - ha ricordato don Luigi Zoni, il parroco, nell'omelia - anche io ho sentito una stilettata nel cuore. Poi mi sono rifugiato in chiesa e ho cercato di ascoltare le parole dolci e forti del Crocifisso».
«Coraggio» è stata la risposta, «dobbiamo far coraggio a chi soffre». «Non abbiate paura - ha continuato il parroco rivolgendosi alla famiglia - c'è tutta una famiglia che si stringe attorno a voi». Un invito al coraggio e alla speranza, ha continuato don Luigi «perché Roberto vive dentro di noi, accanto a noi, non è assente, ma solo invisibile».
Poi un lungo corteo ha accompagnato Roberto fino al cimitero di Lurate e un abbraccio infinito ha stretto i suoi cari, la sua famiglia.

f.angelini

© riproduzione riservata