San Gerardo: Monza
invasa dagli olgiatesi

In tanti al tradizionale pellegrinaggio. Il prevosto don Marco Folladori si è recato a piedi nella città brianzola. In tenuta sportiva, un quarto d'ora dopo la mezzanotte si è messo in marcia con un gruppo di camminatori dell'oratorio

OLGIATE COMASCO Sulle orme di San Gerardo come gli antichi pellegrini. Il prevosto don Marco Folladori, al suo primo pellegrinaggio a Monza, si è recato a piedi nella città brianzola. In tenuta sportiva, un quarto d'ora dopo la mezzanotte dell'altra sera si è messo in marcia con un gruppo di camminatori dell'oratorio (una cinquantina), seguito un'oretta dopo dai maratoneti dell'Avis. Da camminatore e appassionato di montagna, don Marco non è apparso in difficoltà, né intimorito alla partenza all'idea di affrontare 42 chilometri, come lui stesso ha dichiarato: «Non è faticoso, basta camminare».
In effetti appariva ancora fresco alla sosta intermedia a Cermenate e all'arrivo a Monza, verso le 6.30. Oltre al pellegrinaggio notturno a piedi, si è rinnovata anche quest'anno la tradizione della trasferta mattutina in bicicletta di un gruppetto dell'oratorio e in Vespa del locale Vespa Club. I più hanno raggiunto Monza con mezzi propri o in pullman, in numero inferiore (meno di 1500 presenze) rispetto agli altri anni, complici le vacanze pasquali. Intervenuti il commissario straordinario Corrado Conforto Galli, una delegazione di associazioni olgiatesi e quattro dei cinque candidati sindaco (Rita Livio, Ezio Bertani, Antonella Fumagalli e Igor Castelli). Rispettato anche ieri il copione che ormai si ripete da 804 anni, dal 1207, quando si racconta di una miracolosa guarigione - attribuita a San Gerardo – che avrebbe liberato Olgiate da una malattia che conduceva alla pazzia. Il pellegrinaggio è iniziato con la processione dalla chiesa di San Biagio a quella di San Gerardo sulle note del Corpo musicale olgiatese, poi è proseguito con la messa nella chiesa di San Gerardo concelebrata dal nuovo prevosto di Olgiate con il parroco di San Gerardo in Monza: presenti i vicari don Omar Corvi e don Silvio Bellinello, don Gianluigi Vercellini e don Gerardo Bernasconi. Nell'omelia, don Marco ha rimarcato la figura di San Gerardo (laico) e, attraverso di lui, il ruolo dei laici nella chiesa. Ha riferito di essersi documentato molto su questo santo, dopo essere diventato parroco di Olgiate: il suo ministero olgiatese è iniziato alla chiesa di San Gerardo. Si è detto contento di aver partecipato al pellegrinaggio a Monza, tradizione che continuerà. Al termine della messa si è rinnovato il rito del bacio all'urna e della distribuzione di pane e vino benedetti, in ricordo dei tempi in cui ai pellegrini di passaggio dall'ospedale fondato da San Gerardo nel 1174 venivano offerti pane e vino.
Rispettata anche la tradizione, per chi per la prima volta va in pellegrinaggio a Monza, di inserire un mazzolino di trifoglio nella bocca dei leoni sul ponte dei leoni sul Lambro, che si attraversa nel corso della processione. Consuetudine onorata anche dal commissario: dopo aver acquistato un buono per il pane e vino, ha raccolto un trifoglio nel cortile della chiesa di San Gerardo e l'ha portato a destinazione, facendo però il percorso a ritroso, essendo giunto direttamente in chiesa.

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Eco di Bergamo Il pellegrinaggio