Mercoledì 27 Aprile 2011

Rifiuti radioattivi a Rovello
"Non tocca a noi smaltirli"

ROVELLO PORRO I bidoni contaminati da Uranio 137 stoccati da vent'anni in uno dei capannoni della fonderia Premoli sono custoditi in sicurezza ed è molto improbabile che possano provenire da chernobyl. Lo sostiene l'azienda di Rovello Porro attraverso il legale milanese Luca Prati. "E' stato definitivamente accertato che i bidoni sono stati stoccati in un capannone della fonderia  per disposizione delle autorità – spiega il legale  - già negli anni '90 c'era stata un'ordinanza di sgombero da parte del Comune, poi impugnata dall'azienda davanti al Tar che ne aveva riconosciuto le ragioni, in quanto non spetta alla fonderia provvedere allo smaltimento di tali rifiuti; due-tre anni fa c'era poi stata un'ispezione dei Noe, che aveva portato ad un processo penale davanti al tribunale di Como per deposito illegittimo di materiale radioattivo. Alla fine del processo , era poi  arrivata una sentenza, passata in giudicato, nella quale si è evidenziato che non vi è alcuna responsabilità da parte della fonderia Premoli per i rifiuti in questione, che sono stoccati in sicurezza, e che devono essere smaltiti dagli enti competenti. Tale sentenza è stata poi  inviata sia alla Regione che al Ministero dell'ambiente, ma in seguito non  è più accaduto nulla". "Attualmente - dice ancora l'avvocato della Premoli - i bidoni sono stoccati  in un capannone dove vengono svolti controlli periodici, dai quali  non è stata mai evidenziata alcuna anomalia. Non si tratta di sostanze volatili e, in ogni caso, è stato accertato che non ci sono pericoli di contaminazione; da dove venisse esattamente quel materiale non ritengo sia in grado di dirlo nessuno  - conclude l'avvocato Prati - ma il livello di cesio era comunque piuttosto limitato, per questo mi pare sia veramente  molto improbabile che arrivi da Chernobil".

m.butti

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