Arosio, il cadavere nel bosco
di un operaio che uccise la moglie

Risolto il giallo: si è trattato di un suicidio. Forse il senso di colpa per quanto aveva fatto lo ha portato al gesto estremo. L'operaio era rimasto in carcere per alcuni anni, fino al 2006. Il corpo è stato trovato da un cercatore di lumache che ha poi chiamato i carabinieri

AROSIO È di un operaio di 48 anni il cadavere ritrovato nel tardo pomeriggio di venerdì al confine tra Arosio e Giussano, nelle immediate vicinanze della strada statale 36. L'uomo era già salito alla ribalta delle cronache nel 1997, quando uccise la moglie, dalla quale aveva avuto un figlio allora quattordicenne.
Pare proprio che il senso di colpa per quel delitto abbia portato l'operaio - che è rimasto in carcere fino al 2006 - al gesto estremo. L'uomo, ora residente a Lomagna, si è impiccato nel bosco.
La presenza del cadavere è stata segnalata alla stazione dell'Arma di Giussano da un cercatore di lumache. Il medico legale ha fatto risalire la morte a non più di una decina di giorni fa. L'identificazione è avvenuta attraverso i documenti personali, rinvenuti indosso al cadavere, che hanno permesso di informare i parenti, alcuni dei quali abitano a Besana Brianza. Il caso è di competenza della stazione dei Carabinieri di Giussano, con cui collaborano il nucleo operativo di Seregno ed il nucleo investigativo di Monza. Il sostituto della Procura della Repubblica di Monza che si occupa del fascicolo è Franca Macchia. Maggiori dettagli sul giornale in edicola domenica 29 maggio.

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