Domenica 05 Giugno 2011

Secessione per Monte Olimpino?
Con una firma ti stacchi da Como

COMO Comune di Monte Olimpino. Così era un tempo. Così lo rivuole. Como da una parte. Monte Olimpino dall'altra. Donato Bottone, padre di Luigi Bottone, consigliere comunale di maggioranza, portatore di voti al figlio e ad altri consiglieri di Palazzo Cernezzi, adesso vuole la secessione. Avanti popolo, alla riscossa. «Non importa quante firme serviranno - annuncia -. Ne servono mille? Ne raccoglierò mille. Ne servono tremila? Ne raccoglierò tremila. Solo Monte Olimpino ha 8mila abitanti. Poi ci sono Tavernola, Ponte Chiasso, Sagnino. Tutta la circoscrizione Otto deve diventare indipendente. Lo siamo già, indipendenti, abbiamo la polizia, le poste, le scuole elementari e medie, quattro medici che hanno aperto un ambulatorio. Non ci manca niente. Ma l'attenzione, quella sì. Nessuno si preoccupa di noi. E allora le strade, le buche, la viabilità, i lampioni spenti. Se diventiamo Comune ce ne occuperemo noi». Bottone è un signore di 65 anni. In politica non ci vuole entrare. Ma i politici - dice - li ha sempre aiutati, anche se poi qualcuno «alla fine mi ha tradito». Da queste parti conosce anche i sassi. E li muove anche. Perché di questa idea della secessione ha già parlato con «quattro che contano». «E sa che mi hanno detto?». Che le hanno detto? «Bravo Donato, vedrai che fai il botto. Non se ne può più». In effetti Monte Olimpino e Sagnino sono due mondi a sé. Ieri c'era più gente lì che in tangenziale. Un via vai continuo di auto che sfrecciavano verso la Svizzera. Sono quartieri che hanno poco a che vedere con il centro di Como. Sono popolosi come Albate ma più periferici. E secondo Supino, per questo, trascurati rispetto agli altri quartieri. «Quindi non ha senso restare sotto Como - dice lui -. Continueremo a restare penalizzati. Sa quanti consiglieri di qui ci sono in Comune? Butti, Mottola, Molteni, Pastore, Bottone, che è mio figlio. Sono quelli che mi ricordo così, sui due piedi, perché forse ce n'è anche qualche altro... E allora che facciamo? Continuiamo a portare voti al loro mulino che tanto poi non cambia nulla? No. Dobbiamo avere un nostro sindaco. Una nostra giunta. Dobbiamo tornare indipendenti. Ecco perché lancio l'idea di una lista civica che pensi al bene del quartiere. Non voglio fare il sindaco, sia chiaro, ma portare voti sì. Mio figlio non lo sa ancora, chissà cosa dirà quando lo scoprirà». La petizione per la secessione inizierà domani. Luigi Bottone girerà di casa in casa, porta a porta, o starà fermo ai banchetti fuori da negozi, dai bar e degli uffici. «Sa quanti saranno quelli che firmeranno? Migliaia. Perché io non c'ero, qui, quando Monte Olimpino era Comune. Ma chi c'era dice che andava meglio. Così siamo costretti a restare immobili, non cambia nulla e viene lasciato tutto andare perché nessuno affronta i nostri problemi. Invece se amministrasse chi ha a cuore il paese, cioè Monte Olimpino quando tornerà Comune, sarebbe diverso. Perché ci vive, sa cosa non va e darebbe la priorità a queste cose per sistemarle».
Anna Savini

a.savini

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