Venerdì 24 Giugno 2011

Videocamere nel bagno
Farmacista patteggia

LUISAGO Tra le supposte e le pastiglie per il raffreddore pure una telecamera, ma nessuno era su Candid camera. Il farmacista di Luisago, Giancarlo Rivolta, ha patteggiato ieri mattina in udienza preliminare una pena a 9 mesi (con la condizionale) per il reato di "interferenze illecite nella vita privata". Tutta colpa di un paio di telecamere che lo stesso farmacista aveva nascosto - all'insaputa di clienti e dipendenti - in un locale sul retro e nella scatola di una derivazione elettrica all'interno della toilette. Una sorta di grande fratello che aveva il compito - nelle spiegazioni dell'imputato - di accertare che nessuno potesse far sparire medicinali conservati sul retro della farmacia. Precauzione che, però, nella lettura della procura è andata ben oltre finendo per violare la legge, per via di riprese proibite.
Ad accorgersi della presenza delle telecamere galeotte è stato il titolare del vicino bar che un giorno, mentre controllava i monitor di sicurezza del suo locale collegati con le sue cineprese wi-fi (ovvero senza fili), ha casualmente intercettato il segnale di una delle telecamere (wi-fi anche quella) che il farmacista aveva nascosto. Sono state due dipendenti, avvisate dal barista, a rivolgersi ai carabinieri. Era il 13 luglio quando i militari hanno perquisito la farmacia di via IV Novembre e denunciato il dottor Rivolta. Otto le parti lese identificate nel corso dell'inchiesta, tra le quali anche cinque clienti che sarebbero state immortalate dalle telecamere nascoste mentre venivano sottoposte a esami di controllo, come l'elettrocardiogramma. In udienza il difensore del farmacista, l'avvocato Michela Corbetta, ha portato le dichiarazioni - rese nel corso delle indagini difensive - di quelle cinque clienti che riferivano di non aver patito alcun danno dalle riprese. Delle tre dipendenti che hanno denunciato il medico, una ha ritirato la querela ed è tornata a lavorare in farmacia. Le altre due, invece, hanno reiterato le accuse e hanno ottenuto un acconto sul risarcimento del danno per via della presenza della telecamera nascosta nella toilette della farmacia, le cui immagini sono state cancellate prima dell'intervento dei carabinieri. Ieri il patteggiamento, scelto - è stato spiegato - per evitare i fastidi di un processo.

f.angelini

© riproduzione riservata