Venerdì 01 Luglio 2011

Mariano, cinque mesi di disagi
annunciati in viale Lombardia 

MARIANO - Disagi in arrivo per i mezzi che transitano lungo viale Lombardia, anche se il grosso delle modifiche alla circolazione entrerà nel vivo tra luglio e agosto, quando sulla tangenziale esterna alla città in teoria ci sarà meno traffico. E' previsto per i prossimi giorni, infatti, l'avvio del cantiere per la sistemazione del cavalcavia che passa sopra ai binari delle Ferrovie Nord Milano e che richiederà almeno cinque mesi di lavori. Nei giorni scorsi, infatti il municipio ha firmato il contratto con l'impresa che si è aggiudicata le opere, la Stucchi di Bovisio Masciago, appalto da 460mila euro destinato a finanziare opere di consolidamento e miglioramento del ponte e della viabilità di superficie che, almeno per un certo periodo, si farà sentire eccome dai residenti della zona. Per riuscire a realizzare il restyling radicale progettato dallo Studio Associato Gilardoni, infatti, in alcune fasi richiederà che si lavori anche di notte perché per non interrompere il flusso dei treni della Milano-Asso, l'impresa sarà costretta a lavorare da mezzanotte alle 5 del mattino. L'unica consolazione che rimane ai residenti, è che il disagio sarà limitato alla sola volta della campata centrale del cavalcavia perché per i restanti interventi di consolidamento sui pilastri portanti della struttura, si potrà lavorare normalmente di giorno.
Quest'opera ha un ritardo, rispetto alla tabella di marcia, di due anni in quanto l'intervento figurava già tra quelli programmati nel primo mandato del sindaco Alessandro Turati (2004-2009): a sconvolgere le previsioni, i limiti imposti al tetto della spesa pubblica imposti dal Patto di Stabilità. Eppure si tratta di un lavoro molto atteso perché al di là del consolidamento strutturale del ponte non più rimandabile se non si vogliono correre rischi, quello che si vuole nel contempo fare è aumentare lo scarso grado di sicurezza per pedoni e ciclisti che transitano lungo il cavalcavia: come detto, infatti, si tratta della tangenziale esterna alla città e non di una normale strada di passaggio.
Dopo 45 anni il viadotto, complici i percolamenti dell'acqua meteorica e le infiltrazioni che provengono dal manto stradale, presenta la testa delle travi consumata tanto che si notano i ferri contenuti nei pilastri uscire allo scoperto per alcuni centimetri. Da qui la necessità di intervenire per rimettere in sicurezza la struttura, anche se l'elemento innovativo sarà la realizzazione di due piste ciclopedonali mono-direzionali, previste su entrambi i lati del ponte, che andranno ad aggiungersi alla rete esistente in città. Rimane escluso da questa prima tranche di lavori il rifacimento dell'asfalto che dovrebbe rientrare nell'appalto annuale della manutenzioni ordinarie delle strade pubbliche da 600mila euro.

f.cavagna

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