Sabato 02 Luglio 2011

Siparietto dialettale
in consiglio comunale

LURAGO D'ERBA Un forte scontro verbale, che si è presto trasformato in simpatico siparietto ha aperto la seduta del consiglio comunale: protagonisti il sindaco, Carlo Cova, e Maria Limonta, 72enne luraghese. Quest'ultima, invalida dal carattere coriaceo, si è presentata alla seduta per lamentarsi con il sindaco, accusato di non averla ricevuta per un colloquio nonostante diversi tentativi: “Non ti ho chiesto un appuntamento per venire a letto con te”, ha attaccato come un fiume in piena la donna, utilizzando colorite espressioni di dialetto brianzolo. “Ci mancherebbe altro”, ha replicato prontamente il sindaco alla donna; entrambi poi, sempre utilizzando frasi difficilmente traducibili dal vernacolo e soprattutto riferibili sui giornali, si sono reciprocamente attaccati, senza esclusione di colpi, fino a quando il sindaco, sembra in brianzolo doc, l'ha invitata, diciamo così, «a non rompere le scatole», perché avrebbe dovuto parlare di bilancio e la donna è stata invitata a lasciare l'aula consiliare. A margine della seduta la donna con il cronista ha rincarato la dose sostenendo di non aver paura del sindaco: “Lui è grande e grosso e io pure, non ho paura di affrontarlo: crede di essere bravo solo lui, è professore di musica, ma a cantare sono capaci anche gli ubriachi", ha rimarcato presa dalla concitazione del momento l'anziana donna, che è invalida e cammina con le stampelle. Il casus belli dello scontro risale allo scorso 13 maggio quando la donna, che vive nelle case comunali, ha avuto un incidente con l'ascensore: la signora racconta che il tecnico che ha riparato il guasto ha sostenuto che il mezzo era stato sabotato. La Limonta racconta, poi, di essersi presentata tre volte in comune, per denunciare l'accaduto, ma il sindaco non l'ha mai ricevuta. Ha provato poi per via telefonica, ma niente da fare: della vicenda si è occupata anche la minoranza della Lega Nord, che ha fatto un'interrogazione al sindaco. La donna si è quindi presentata in consiglio, perché, a distanza di un mese e mezzo dal fatto, pretendeva risposte. A tutti il sindaco ha comunque replicato che aspetta della documentazione per avere un quadro più chiaro e certo dell'accaduto. Di sicuro la coriacea signora Limonta non si fermerà qui nella sua battaglia personale.

f.angelini

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