Nuovo cemento a Cantù
Il Comune si difende

Documento dei capigruppo di maggioranza che difendono la bozza di Piano di governo del territorio e sottolineano gli aspetti che ritengono positivi

CANTU' Grande rispetto per l'ambiente, basso consumo di suolo vergine e trasferimento della produzione fuori dal centro abitato. La maggioranza ribadisce le sue parole d'ordine nella stesura del piano di governo del territorio, presentato nella sua versione definitiva. Una visione di parte, visto che le opposizioni hanno parlato senza mezzi termini di "cementificio", "assalto alla diligenza" e "agenzia immobiliare".
«Tutto si può dire di questo pgt - afferma l'assessore all'Urbanistica Alessandra Tabacco - fuorché sia una colata di cemento. Rispetto ai metri quadrati che il piano territoriale di coordinamento provinciale avrebbe permesso di utilizzare, oltre 200.000, ci siamo limitati alla metà, destinata in gran parte a destinazione produttiva. Inoltre aumenterà il numero di metri quadrati di standard a disposizione di ogni cittadino, da 34 a oltre 40, e l'incremento demografico previsto è di soli 2.500 abitanti». Lei e tutta la maggioranza - il capogruppo leghista Natale Galetti, il presidente della commissione pidiellino Paolo Sala e Tullio Colombo del Gruppo Misto - hanno steso un documento il cui difendono «compatti e sereni» il pgt, definendo le critiche «demagogia, strumentalizzazione e tentativi di rallentare un lavoro importante che vuole dare risposte serie alla città».
Un pgt, rimarcano, che è in linea con il programma elettorale oltre che con gli accordi politici sottoscritti. Nessun incremento dei piani attuativi, dicono, perché «si riscontrerà che il pgt presentato in gran parte delle sue previsioni, circa il 90%, è una modernizzazione delle previsioni urbanistiche esistenti nel vecchio prg». Si sono confermate le destinazioni urbanistiche esistenti in toto o quasi per «tutelare i diritti dei cittadini, che, sulle previsioni del vecchio prg, hanno regolarmente pagato le tasse e fatto conto sul loro patrimonio». Se di scelta di conferma si è trattato, però, è legittimo domandarsi il perché di oltre cinque anni di lavoro e di un infinito numero di bozze in perpetuo cambiamento. Per quanto riguarda il borsino immobiliare, la compravendita di volumi, si difende tale scelta, poiché non si tratta di nuova volumetria ma già esistente e non utilizzabile dai legittimi proprietari, e «anche in questo caso l'amministrazione è stata più restrittiva della Regione, non prevedendo bonus volumetrici se non nel caso di edilizia ecocompatibile pari ad un 10% in più»

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