Giovedì 18 Agosto 2011

Capiago Intimiano, l'ex caserma
abbandonata al totale degrado

CAPIAGO INTIMIANO - Erbacce ovunque, rampicanti indesiderati alti sei metri, porte inesistenti. E' il paesaggio indiscreto all'interno della ex caserma «Dino Piras» di Intimiano, scivolata nella tristezza dell'incuria. Qualcuno, se non è stato il vento, ha dimenticato di chiudere la feritoia per chi stava di guardia sul portone di ingresso. Si vede lo stato pietoso in cui si trova la villa settecentesca di proprietà del demanio, sorta sui resti del castello di Ariberto. A maggio, quando si parlava dell'ipotesi poi tramontata di ospitare 150 profughi, qualcuno ha cambiato le serrature. Le chiavi del comune sono diventate inservibili. Nessuno, a parte il demanio - l'ente pubblico che amministra i beni immobili dello Stato - adesso può entrare nel cortile, dove fino al 2005 era ospitato il nucleo cinofilo della guardia di finanza. Nemmeno per dare una ripulita.
Il comune, per ora, avrebbe le mani legate. Il sindaco Carlo Andrea Frigerio dice che nulla si smuove. «E' tutto bloccato a Roma, manca il decreto sul federalismo demaniale - ricorda il primo cittadino - dovrebbe diventare di nostra proprietà. Ma bisogna capire quanto denaro bisognerà versare per riscattare tutto il complesso. Vedere la caserma in queste condizioni sicuramente spiace. Ma non possiamo costringere gli uffici di Roma ad andare avanti con l'iter». E sì che le idee non mancherebbero. «Ma per ora è anche inutile stendere un progetto dettagliato - riferisce il sindaco - ci piacerebbe che tutta quell'area possa avere una funzione sociale e anche urbanistica». Quindi, anche nuove costruzioni? «Vediamo quali saranno le condizioni che porrà il decreto attuativo», la risposta del sindaco Frigerio. A febbraio, l'assessore all'urbanistica Emanuele Cappelletti aveva rilasciato una dichiarazione precisa: «Lo ripeto. Non verranno costruiti nuovi stabili. In comune stiamo redigendo il piano d'intervento per l'ex caserma e stiamo definendo gli ambiti operativi del progetto, per presentarlo al gruppo. Nel caso, anche al consiglio comunale».
Da allora, il silenzio. Al momento, il piano non è noto.

f.cavagna

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