Giovedì 01 Settembre 2011

Isola Comacina:
la beffa del ticket

OSSUCCIO Pagare cinque euro per visitare l'Isola Comacina, senza possibilità di entrata nella chiesetta di San Giovanni e nelle case d'artista, gioielli del razionalismo di Pietro Lingeri. È tanto o è poco? È giusto o no sottostare alle restrizioni limitando l'escursione agli esterni delle strutture, ferma restando la facoltà di accedere al piano terra e al primo piano del monumentale complesso dei Santi Faustino e Giovitta?
I pareri sono discordanti. Ci sono turisti che si lamentano e criticano l'introduzione del ticket a queste condizioni e chi invece manifesta comunque apprezzamento per i lavori eseguiti, a suon di milioni di euro del contribuente e della Fondazione Cariplo, rivolti al ripristino degli antichi percorsi fino al 2009 resi inaccessibili dall'avanzata dei rovi. Lavori che hanno permesso la valorizzazione degli scavi archeologici della piccola ma preziosa Pompei del Lario.
Fino a due anni fa le rovine archeologiche erano accessibili con difficoltà, poi sono stati eseguiti lavori di recupero costosi e impegnativi, è stato collocato un custode e conferito incarico alla cooperativa sociale «La Vigna» per mantenere ordine e pulizia dei percorsi in tutte le stagioni. Spesa 40/50 mila euro all'anno. Con l'introduzione del ticket è scattato anche l'inserimento dell'Isola nel circuito delle visite guidate via lago da parte di comitive, in trait-d'union con le escursioni a Villa Carlotta e Villa Balbianello.


Leggi l'approfondimento su "La Provincia" del 1 settembre

f.angelini

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