Martedì 20 Settembre 2011

Montorfano, motociclista morto
L'ultimo sms del migliore amico

MONTORFANO - «Eravamo al motoraduno Guzzi insieme, quando si è messo a piovere forte io e mia moglie abbiamo deciso di tornare a casa ad Alserio e ho mandato un sms per avvisare Giovanni che stavamo partendo. Non mi ha risposto e il giorno dopo ho saputo della tragedia che ha portata via il mio migliore amico».

Ivano Savogin, 35 anni, ha la voce rotta dalla commozione quando ricorda sabato sera, l'ultima volta che ha visto Giovanni Caltabiano, il motociclista di Montorfano, morto a 33 anni nel terribile incidente che si è verificato a Pusiano. «Giovanni dev'essere partito al massimo dieci minuti dopo di noi - continua l'amico - Al mattino, non avendo ricevuto risposta, gli ho scritto un altro sms ma ormai lui non c'era più, solo più tardi ho saputo della tragedia».

L'amicizia fra loro era nata quattro anni fa, sotto il segno della passione per le moto: «Giovanni era un vero "guzzista" e in sella abbiamo fatto diversi viaggi, l'ultimo stupendo nella sua amata Sicilia. A fine agosto mi aveva fatto scoprire la strada che considerava più bella del mondo: la "Mareneve", quella che dalla costa porta verso quasi la vetta dell'Etna. Quando era in sella alla sua Guzzi era prudente, guidava in sicurezza anche se come motociclista sapeva come ottenere il massimo dal suo mezzo».
Giovanni Caltabiano aveva lasciato da quattro anni la Sicilia e si era trasferito in Lombardia, la nonna abitava a Lecco e lui, dopo una serie di contratti a tempo, aveva trovato un lavoro come responsabile della sicurezza all'ospedale Valduce di Como.

«Era molto contento perché aveva raggiunto la stabilità economica - conclude il suo racconto Ivano Savogin - che gli aveva permesso di comprare casa a Montorfano. Anche se era un taciturno, sapeva farsi voler bene: era un bel ragazzo e, anche se attualmente non aveva una fidanzata fissa, piaceva alle donne. Mi diceva che aveva deciso di trasferirsi al nord perché sul lavoro non voleva scendere a compromessi e nella sua amata Catania non era cosa facile: aveva cambiato un sacco di lavori ma lo aveva fatto sempre con grande entusiasmo, era capace di coprire turni di 12 ore senza lamentarsi. I funerali non sono ancora stati fissati ma so che i parenti hanno espresso il desiderio di celebrarli qui e di seppellire Giovanni in zona, immagino proprio a Montorfano dove abitava».

Oggi verrà effettuata l'autopsia e, quando la procura darà il nulla osta, il corpo sarà lasciato a disposizione dei famigliari per i funerali.

g.devita

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