Mercoledì 12 Ottobre 2011

Tangenziale, muro contro muro
La palla passa gli avvocati

COMO La Provincia non cambia strada. La strada in questione è il secondo lotto della tangenziale di Como (da Albate ad Albese), chiesto a più riprese dall'ente e - da ieri - al centro di un durissimo documento depositato nel collegio di vigilanza di Pedemontana dall'assessore Sergio Mina e dal dirigente Giuseppe Cosenza. La tesi di Villa Saporiti: l'accordo di programma non è stato rispettato, perché tutti i documenti parlavano di tangenziale da realizzare nella sua interezza ma il secondo lotto è stato stralciato (sostanzialmente su richiesta della Regione) e Como ad oggi si ritrova con un tratto di due chilometri e mezzo in costruzione e il rischio concreto che termini nella brughiera di Albate. Per sollevare formalmente il problema, Mina e Cosenza ieri hanno preteso l'attivazione della procedura dell'ormai celebre articolo 19, vale a dire l'apertura di un contenzioso a causa di inadempienze da parte di Regione, Pedemontana, Cal e ministero (quest'ultimo rappresentato ieri dal viceministro Roberto Castelli). Ma la mossa è stata bocciata - come ipotizzabile - da tutti gli altri enti (hanno votato contro), ovviamente indisponibili ad auto-accusarsi o a dirottare finanziamenti sul secondo lotto a scapito di opere connesse previste sui rispettivi territori. A quel punto, Mina e Cosenza hanno consegnato un documento in cui formalizzano una serie di contestazioni, poi hanno lasciato polemicamente il tavolo. Chiaro l'obiettivo della Provincia: ottenere un pronunciamento ufficiale del collegio di vigilanza per poi proseguire nella battaglia sul fronte legale (toccherà alla giunta decidere come muoversi per riuscire ad arrivare almeno a un nuovo progetto del secondo lotto).
Tra Regione e Provincia, insomma, la tensione resta altissima. Il Pirellone, d'altra parte, insiste da tempo sull'inserimento del secondo lotto della tangenziale all'interno della Varese-Como-Lecco, l'autostrada sponsorizzata da Camere di commercio e associazioni di categoria (ma bocciata dal consiglio provinciale, che vuole un secondo lotto compreso nel progetto della Pedemontana). E le parole dell'assessore regionale Raffaele Cattaneo, al termine dell'incontro di ieri, danno l'idea del clima che si è creato: «Il collegio di vigilanza ha stabilito in maniera chiara e definitiva che non sussistono i presupposti per la messa in mora della Regione e degli altri soggetti per la mancata realizzazione del secondo lotto, come avrebbe volutola Provincia di Como. La Regione ha sempre ribadito la necessità di realizzare l'opera e si è fatta portatrice di soluzioni propositive per un'alternativa».

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a.savini

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