Mercoledì 12 Ottobre 2011

Olgiate Comasco, falso addetto
svuota le macchinette del Terragni

OLGIATE COMASCO - Si finge un addetto alla manutenzione dei distributori automatici di bevande, per mettere a segno un furto.
Forzata una macchinetta del caffè e snack al liceo scientifico Terragni, per prelevarne i contanti. Insolito non il furto in sé, ma la circostanza in cui si è verificato, in pieno giorno, a scuola aperta.

Una messinscena studiata bene, per raggiungere l'obiettivo senza destare alcun sospetto, anzi addirittura arraffare il maltolto e allontanarsi dall'istituto come se fosse davvero un addetto inviato dall'Ivs, società leader nei distributori automatici di bevande e snack, che ha in gestione anche quelli in uso al liceo Terragni.

Il falso addetto si è presentato al personale scolastico per l'appunto come l'incaricato mandato dalla ditta che gestisce i distributori automatici per ricaricarli, dopo la pausa estiva, in previsione del maggior utilizzo con la ripresa dell'anno scolastico.

Tutto normale, anzi un intervento addirittura atteso dai responsabili dell'istituto, che si aspettavano l'arrivo degli addetti alla manutenzione e ricarica delle macchinette. Nulla di più usuale che accoglierlo e consentirgli di raggiungere i distributori perché provvedesse alla loro sistemazione.

Peccato però che il sedicente addetto, anziché caricare il distributore, l'ha forzato e quindi svuotato dei soldi contenuti. Non sa quantificare il bottino la preside Erminia Colombo, informata del furto dalla ditta che ha in gestione i distributori di bevande e snack.

«La società ha provveduto a presentare denuncia - spiega la preside - Ho appreso l'episodio dalla stessa società che mi ha riferito che una macchinetta è stata forzata da una persona entrata a scuola, ma di non aver mandato nessuno dei loro incaricati. Noi, in effetti, aspettavamo un addetto che venisse a ricaricare i distributori; è un classico, soprattutto all'inizio dell'anno scolastico, che i distributori vengano riforniti. Comunque, da adesso in poi, certamente credo che sia la società sia noi presteremo maggiore attenzione alla targhetta identificativa».

r.caimi

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