Boschi più puliti a Como
Via le auto abbandonate

Protezione civile e alpini hanno iniziato a lavorare a San Maurizio sopra Brunate alle sette del mattino e alle otto e venti le prime due auto, una A 112 bianca a una Mini Minor rossa (quasi irriconoscibile), erano già sul camion del demolitore.

COMO Hanno iniziato a lavorare alle sette del mattino e alle otto e venti le prime due auto, una A 112 bianca a una Mini Minor rossa (quasi irriconoscibile), erano già state caricate sul camion del demolitore autorizzato. Pronte per essere smaltite legalmente, dopo quasi vent'anni passati in stato di abbandono nei boschi (fa data un calendarietto del 1993 rinvenuto sull'A 112).
La Protezione civile degli Alpini di Como, con il sostegno economico dell'Amministrazione provinciale, ha eseguito ieri mattina un intervento davvero epocale di pulizia dei boschi nei dintorni di San Maurizio, la frazione alta di Brunate. In quella zona si incrociano i confini a monte di ben quattro comuni, che da tempo immemorabile erano in difficoltà a rimuovere questi ed altri rifiuti ingombranti, un po' per problemi di competenza territoriale, un po' per l'ostruzionismo di chi li aveva abbandonati (tre auto, infatti, portavano ancora la targa e il proprietario, identificato da tempo, non si è mai attivato per rimuoverle nonostante i solleciti e le intimazioni).
La Protezione civile si è presentata con un notevole dispiegamento di uomini (una trentina, più cinque addetti alle cucine per il pranzo a Villa Giuliani, con cui si è conclusa l'operazione) e di mezzi (un trattore e una ruspa cingolata per trainare le auto più tre camion leggeri). A dar manforte ai volontari degli Alpini sono intervenuti anche la Polizia locale di  Brunate e di Blevio, i Carabinieri di Brunate e l'Acsm, che ha messo a disposizione un camioncino e il relativo autista per portare al forno inceneritore i rifiuti raccolti in prossimità delle auto abbandonate (in via alla Regonda e in via Eroi Brunatesi), e poi in due vere e proprie discariche abusive, rispettivamente nelle vicinanze del piazzale del Cao e del Villino Elisi (unica architettura realizzata in vita da Antonio Sant'Elia, si trova dopo la Baita Carla).

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