Canzo, lo credevano disperso
Era tranquillo a casa sua

Un monzese di 54 anni ha tenuto in apprensione soccorritori e carabinieri di Asso: il suo giubbotto con documenti e cellulare erano stati ritrovati al rifugio Sev ma lui era già rientrato. Per saperne di più sul rifugio Sev, cliccate qui

CANZO Lo hanno cercato nei monti dei Corni di Canzo e nella sua città a Lissone, temendo il peggio, ma in realtà l'escursionista monzese era rientrato a casa e non aveva ancora denunciato la perdita del suo giubbotto con documenti, soldi e telefono cellulare.

L'allarme era scattato quando Oliviero Crimella, uno dei responsabili del rifugio Sev (Servizio escursionisti valmadreresi) sui Corni di Canzo aveva ritrovato un giubbotto con all'interno oltre 800 euro in contanti, i documenti del signor Carlo Fossati, 54 anni, e il suo telefono cellulare. Crimella, dopo aver inutilmente tentato lui stesso a mettersi in contatto con il proprietario del giubbotto, ha lanciato l'allarme ai carabinieri di Asso.

A questo punto le ricerche si sono suddivise in due tronconi: quelle sui Corni, passando al setaccio le zone dove l'escursionista avrebbe potuto parcheggiare la sua automobile prima di addentrarsi nei boschi e l'altra a Lissone, da dove inizialmente non sono giunte notizie rassicuranti: i vicini di casa non vedevano da giorni Carlo Fossati.
 
A svelare l'arcano e a far tirare un sospiro di sollievo a tutti è stato poi lo stesso signore, rientrato a casa, dove lo hanno ritrovato i carabinieri di Lissone. «Avevo perso il mio giubbotto - ha raccontato ai militari - ma non mi ero preoccupato e non avevo ancora sporto denuncia perché confidavo che chi lo avesse ritrovato, me l'avrebbe fatto riavere».
Così è stato ma al prezzo di un grosso spavento e di ricerche con coinvolti volontari e carabinieri.

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