Lunedì 24 Ottobre 2011

Perego, l'amianto dei boss
è finito sotto al Sant'Anna

COMO È la mattina del 19 giugno 2008. Sono le 6 e 42 quando il camion bollato Perego Strade targato DK 331 SP lascia il magazzino di Cassago Brianza carico - ufficialmente - di «spaccato» alla volta del cantiere dell'ospedale Sant'Anna a Montano Lucino. A raccontare i viaggi del camion è il rapportino giornaliero degli autisti della società che ha confuso le fibre d'amianto per innocui coriandoli e i boss della 'ndrangheta per illuminati amministratori. Un rapportino che svela come i camion della Perego, nel 2008, fossero impegnati sia nel cantiere dell'ex colorificio di via Bellinzona, sia in quello del nuovo Sant'Anna.
L'amianto della Lechler è finito nelle fondamenta dell'ospedale di Como. A confermarlo, quasi all'unisono, 14 autisti della Perego. Che ai carabinieri del Noe e agli agenti della polizia stradale di Como hanno raccontato i pericolosi magheggi orchestrati dal loro capo, quell'Ivano Perego in cella con l'accusa di associazione mafiosa.
È una storia di documenti di trasporto falsi e rifiuti velenosi triturati illegalmente per poi essere riutilizzati in spregio a ogni regola, quella che emerge dai verbali di interrogatorio, finiti nel fascicolo sull'inchiesta antimafia che ha travolto la società brianzola.
Giancarlo, di Lambrugo, racconta: «Tutte le macerie di demolizione che ho trasportato, prodotte sia nell'impianto di via Bellinzona che in altri cantieri, ricordo di averle conferite presso il capannone di Cassago Brianza». Ricorda se ha fatto viaggi di macerie triturate prodotte dal capannone di Cassago Brianza? Risposta: «Sì, tra i cantieri che ricordo c'è il nuovo ospedale Sant'Anna dove ogni mattina andavo su con un viaggio».
Marco, di Cantù, spiega agli inquirenti: «Nella discarica di Cucciago portavamo solo terra di buona qualità, perché i carichi venivano controllati. Nella discarica di Carimate gestita dalla Perego si portava di tutto. Nel capannone di Cassago Brianza veniva prodotto spaccato di roccia con il materiale estratto» tra l'altro «dalla realizzazione delle gallerie lungo il tratto ferroviario Carnate-Airuno». Spaccato che poi finiva in altri cantieri, tra i quali quello «per la costruzione del nuovo ospedale Sant'Anna di Como».
Inquietanti le parole di Natale, di Mariano Comense, che alla domanda su dove fossero finite le macerie triturate nel capannone di Cassago Brianza risponde: «In tutti i cantieri in cui era necessario fare riempimenti: il nuovo ospedale Sant'Anna, nei piazzali del tratto ferroviario Carnate-Airuno, nel sottopasso di Lurago d'Erba». Che tipo di materiale è stato smaltito? «Di tutto: terra, legno e terre di bonifica».

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a.savini

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