La richiesta degli studenti:
«Parcheggio all'area fiere»

Partita una raccolta firme al chiostro di Sant'Abbondio a Como. I promotori: nei festivi 110 posti a disposizione della cittadinanza

COMO Al primo giro, sia in tangenziale che lungo via Regina Teodolinda, dalla stazione fino al cimitero, non si trova un buco dove lasciare l'auto. Non resta che fare un altro giro, ma l'esito è lo stesso.
Già, non è facile trovare parcheggio nei dintorni del chiostro di Sant'Abbondio, sede dei corsi di laurea in Giurisprudenza, Scienze del turismo e Scienze della mediazione interlinguistica e interculturale, oltre che di diverse lezioni di Scienze ambientali, corso interfacoltà con Varese. In tutto, si parla di oltre 1.500 studenti che più o meno quotidianamente gravitano in quest'area. E molti la raggiungono con il mezzo privato. Da qui è nata l'esigenza di trovare nuovi posti auto, che a sua volta ha dato origine a una petizione, partita ieri con una cinquantina di firme nel giro di poche ore, rivolta al rettore vicario dell'Università dell'Insubria, Giorgio Conetti, per proporre di adibire a parcheggio lo spazio adiacente al giardino del chiostro.
Verificato che «l'unico vincolo nell'utilizzo di tale area da parte dell'università consiste nel lasciarla libera e a disposizione del Comune di Como nel mese di agosto e nei primi giorni di settembre per lo svolgimento della Fiera di Sant'Abbondio», gli studenti «chiedono agli organi amministrativi dell'università di raggiungere una pronta intesa con l'amministrazione comunale comasca, affinché sia possibile l'uso dell'area inutilizzata come parcheggio per gli studenti». I ragazzi hanno calcolato che ci starebbero all'incirca 110 automobili, senza necessità di eseguire particolari lavori di adeguamento. «Basta aprire il cancello».
La raccolta firme - a disposizione di tutti gli interessati nel bar del chiostro - è stata promossa dal "Comitato Ceresio Lario Verbano studentium universitas", in procinto di registrarsi come associazione vera e propria.
Ieri mattina, a far girare la petizione tra i colleghi, hanno provveduto in particolare Luca Colombo di Scienze ambientali e Marco Favè di Scienze della mediazione interlinguistica e interculturale. Gli studenti sarebbero pronti anche a pagare «una cifra simbolica» per usufruire del parcheggio riservato: «Pensavamo a un euro o due per lasciare l'auto tutto il giorno. Bisognerebbe dotare gli interessati di una tessera a scalare. E nel weekend, così come negli altri periodi in cui l'università rimane chiusa, l'area potrebbe essere aperta alla cittadinanza, visto che la carenza di posti auto in questa zona è un problema generale».
Gli studenti si propongono anche come eventuali custodi del parcheggio («si può pensare a dei contratti di 150 ore») e hanno in serbo un "piano B" nel caso in cui questo non dovesse andare in porto. «Visto che l'autosilo in val Mulini è per la gran parte inutilizzato, si può pensare a una tariffa scontata per gli studenti e a un bus navetta di collegamento con le sedi universitarie».

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