Giovedì 03 Novembre 2011

La crisi delle banche
spaventa i comaschi

COMO Titoli deprezzati, tassi sulle obbligazioni alle stelle, il credito che diventa un miraggio. A meno che il richiedente decida di pagarlo a caro prezzo.
Il crollo delle borse europee e le pesanti incertezze in cui si dibatte l'economia italiana mettono a dura prova banca Intesa San Paolo, la più grande in Italia e quella che maggiormente ha investito in titoli di Stato italiani. Operazione che si è ora tradotta nel portare una buona fetta del debito pubblico nostrano nelle proprie riserve. Così, «i chiarimenti dei clienti si sono trasformati in questi giorni in vera preoccupazione - ammettono tra i denti gli addetti ai lavori - del resto, ogni operazione, compresi i fidi e gli affidamenti bancari, costa al cliente più che in passato. Aziende e privati chiedono un finanziamento solo se hanno l'acqua alla gola. Di contro, - continuano - è in atto una svalutazione importante sui Titoli di Stato. Chi ha investito nei Btp per un periodo di 15 anni può trovarsi con interessi inferiori del 15% rispetto a qualche settimana fa. Per fortuna, nei mesi scorsi la banca ha attuato per prima la ricapitalizzazione. Perché, se dietro le quinte c'è sempre chi ci guadagna dai crolli, pure per i dipendenti non è un bel momento. Per questo, chi può usufruire del prepensionamento, non ci pensa due volte».
Del resto, tra i correntisti l'ansia è davvero palpabile. «I risparmi? Verrò a sapere che li ho persi solo al fatto compiuto, come mi è già successo con il crac Parmalat - sbotta Mario Stoppani - non mi hanno avvisato nemmeno che a Cantù la filiale si spostava da Piazza degli Alpini a via Roma, figuriamoci se mi rivelano le difficoltà in cui si dibattono. Per loro, va tutto bene e noi dobbiamo avere fiducia». Pure Graziella Benelli non se la sente di essere ottimista. «Qualche giorno fa ho chiesto se i risparmi che ho investito nel Fondo di garanzia mi sarebbero stati restituiti, anche se il fondo falliva. Mi hanno assicurato di non preoccuparmi. Però, quando sono scesa in maggiori dettagli e ho intimato la banca che ero decisa a prelevare i fondi investiti, mi hanno liquidata dicendomi di farlo pure. Alla fine, i miei risparmi di una vita sarebbero diventati carta straccia».


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a.savini

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