«Un'ingiustizia i locali chiusi»
E i baristi pensano ai danni

«Certo, i locali possono tenere aperto rispettando gli orari che effettuavano prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza che ha accolto l'appello di Upcts». È questa la prima precisazione di Confcommercio Como.

COMO «Certo, i locali possono tenere aperto rispettando gli orari che effettuavano prima dell'entrata in vigore dell'ordinanza che ha accolto l'appello di Upcts».
È questa la prima precisazione di Confcommercio in merito all'ordinanza dell'8 novembre del Consiglio di Stato che riforma l'ordinanza cautelare del Tar rispetto all'ordinanza sulle limitazioni dell'orario d'apertura dei locali del centro storico di Como. In breve, tra ordinanza e contrordinanze, il "supremo organo di consulenza giuridico-amministrativa" ha annullato, di fatto, quanto emanato da Palazzo Cernezzi in merito alla serrata dei bar e dei ristoranti  della città murata (a mezzanotte in settimana, all'una solo il venerdì e il sabato).
Leggendo la sentenza, la motivazione è data in parte da un "difetto di istruttoria": «sia in relazione alla misurazione dei livelli di rumorosità, sia alla diversa incidenza sui livelli di rumorosità delle singole tipologie di attività e, quindi, alla insufficiente considerazione dell'interesse degli appellanti a un soddisfacente e remunerativo esercizio dell'attività commerciale».
In pratica il Consiglio ritiene insufficiente la documentazione presentata e ritiene che l'ordinanza non tenesse in conto «l'interesse all'attività produttiva, che non è di minore dignità», ma solo quello dei residenti, senza mediazione. L'invito, infatti, è a valutare una maggiore flessibilità.
«La vittoria è sinonimo e giusto premio della determinazione di Confcommercio - affermano il presidente Giansilvio Primavesi e il presidente dell'Associazione pubblici esercizi Giovanni Ciceri - che ha più volte proposto all'amministrazione comunale una valutazione condivisa tra consumatori e residenti». «Abbiamo sostenuto direttamente il ricorso a nome degli esercizi -  aggiunge il direttore di Confcommercio Como Graziano Monetti - Il totale accoglimento da parte del Consiglio di Stato ci soddisfa pienamente  come abbiamo comunicato a bar e ristoranti». E questi ultimi, associati all'Upcts; all'Associazione pubblici esercizi e all'Associazione albergatori della Provincia di Como nel ricorso potrebbero richiedere gli eventuali danni causati dall'ordinanza.

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