Lunedì 21 Novembre 2011

Prestino è al buio da mesi
Allo stadio luci sempre accese

PRESTINO Chi troppo e chi niente. Le luci, a Como, rispecchiano questo vecchio detto.
C'è chi, come gli abitanti di Prestino, deve fare a meno da sei mesi della luce di 39 lampioni e quindi vivere letteralmente al buio. E poi c'è chi, come gli abitanti in zona stadio, deve vedere le lampadine accese anche quando c'è il sole.
«Uno spreco immondo - denuncia Pietro Mottadelli - e non è neanche la prima volta che accade. Era capitato anche in altre zone della città. Luci accese anche di giorno, con la crisi che c'è. È semplicemente pazzesco questo spreco di denaro pubblico. Come le perdite d'acqua al cimitero di Lora. Meno male che l'hanno sistemata, ma continuano a chiederci soldi con tasse e aumenti, dicono che le risorse per le opere pubbliche non ci sono e poi le sprecano a questo modo? Che maniera bizzarra di amministrare è questa?».
Mentre si attende che le luci in zona stadio vengano spente di giorno, in via Anzani l'inverno è arrivato senza che i lampioni venissero riaccesi. Le signore che vivono sole nelle case popolari si sono chiuse in casa. Quando fa buio non escono e non aprono più a nessuno neanche ai parenti, a meno che non si annuncino per telefono. Idem a Prestino dove la situazione è diventata anche un caso politico visto che il Comune ripete come un disco rotto che i soldi non ci sono e i lampioni non si aggiustano.
«La mancanza di luce fa aumentare la paura e i pericoli per la sicurezza», denunciano Mirco Pontrelli presidente della Circoscrizione e Giampiero Ajani , segretario provinciale della Lega, che sono andati a fare un sopralluogo a Prestino e poi hanno anche firmato la petizione per far tornare la luce.
«Noi li appoggiamo su tutta la linea - dice Pontrelli -, perchéle luci andrebbero aggiustate anche senza petizione e anche prima di far passare mesi dal guasto».
A giugno avevano protestato i cittadini di via Mantegna e via Prestino. Alla sera rischiavano di cadere tutti quanti, anziani, ma anche adulti con bambini in braccio.
Ora che è novembre ci sono rischi ancora peggiori. Li denuncia Ajani: «È un pericolo enorme, al buio la gente non vede dove mette i piedi. I cittadini ci hanno raccontato che le cadute sono aumentate».
«È un problema che va sistemato - insiste Pontrelli -. Voglio portare la questione in consiglio. Evoglio risposte certe e tempi brevi. Non basta cavarsela con il ritornello:non ci sono i soldi. Bisogna trovarli per gli interventi prioritari come questo».

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a.savini

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