Martedì 27 Dicembre 2011

Il regalo dei writer
La città imbrattata

COMO Il loro regalo di Natale: muri, edicole e furgoni imbrattati con vernice spray. Incomprensibili opere spruzzate in faccia al buon senso, nella notte in cui la città festeggia l'arrivo del 25 dicembre.
Alessandro ha 20 anni e uno zainetto in spalla con all'interno tre bombolette di vernice. Mattia di anni ne ha 17, un giubbotto con tasche capienti dove mettere i suoi "pennelli": un paio di spray coloranti con i quali imbrattare proprietà altrui. I poliziotti della squadra volante della Questura li hanno bloccati con i polpastrelli ancora sporchi di vernice mentre si aggiravano tra uno sbadiglio e uno scarabocchio per le vie di una città ormai addormentata.
Ore 3 e 25 della notte di Natale. Le strade si sono svuotate da almeno un paio d'ore dei fedeli che hanno partecipato alla messa di mezzanotte. Alessandro e Mattia, due amici di Lurate Caccivio, passeggiano per le vie di una Como deserta. Cominciano a lasciare le loro tracce sopra le saracinesche dell'edicola all'angolo tra via Vittorio Emanuele e via Magistri Cumacini. Scelgono l'arancione per vergare la loro sigla di battaglia, un semi incomprensibile tag che suona come "wok" o "nek".
Loro sono stati fermati, ma ci sono stati atti vandalici alla Città dei balocchi. La kermesse natalizia del Consorzio Como turistica oltre all'ottimo riscontro, fa purtroppo annoverare anche qualche nota negativa, come quella registrata nella notte tra la vigilia e il giorno di Natale. «Alcune persone - fa sapere il Consorzio - hanno vandalizzato il grande abete di Natale posizionato in piazza Duomo, tranciando dei rami e alcuni cordoni luminosi».
Non si tratta certo di un danno economico di grande portata, ma di un'azione che ha colpito ingiustamente uno dei simboli del Natale comasco, voluto dalla Città dei Balocchi come regalo per la città. Ovviamente, come è nello stile degli organizzatori, ciò che era possibile è stato ripristinato in mattinata dal personale tecnico della manifestazione. Ma l'amaro in bocca è rimasto - come spiega il coordinatore Daniele Brunati, che alla domanda su chi potrebbe essere stato risponde: «Lo potranno dire, forse, le telecamere puntate sulla piazza».

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a.savini

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