Martedì 27 Dicembre 2011

Addio Cappelletti
Anima della Cri

COMO «Un grande uomo, con un grande stile, se n'è andato»: la mattina di Natale, il commissario provinciale della Croce Rossa Matteo Fois ha annunciato così la scomparsa di Osvaldo Cappelletti, 74 anni, ispettore dei volontari del soccorso e delegato della Cri per la protezione civile provinciale.
«Una vita per la Croce Rossa», ha aggiunto Fois, interpretando la commozione di tutte le componenti Cri che per oltre 25 anni hanno trovato in Osvaldo l'incarnazione dei valori che l'associazione esprime, sempre per primo e sempre un po' in disparte, sempre essenziale e capace di grandi slanci, cuore e coraggio, azione prima che parola.
«In Croce Rossa, ci ha fatto crescere tutti », sottolinea Fois e domani alle 15, nella chiesa di Intimiano, ci saranno tutti a salutare l'amico e l'ispettore che ha percorso un lungo e non sempre facile tratto di strada a servizio della nostra comunità, dei sofferenti e delle vite in pericolo.
Di Cappelletti resteranno tante immagini di bene e forse una potrebbe prevalere su tutte: una notte livida di qualche anno fa, era quasi Natale, sentirono risuonare quei passi d' uomo tutto d'un pezzo lungo i corridoi dell'ospedale Sant'Anna immerso nel silenzio. Arrivarono fino in pediatria e Cappelletti tese le braccia alla prima infermiera che s'affacciò: porgeva un fagottino, avvolto in una coperta e poi nel giubbotto blu con lo stemma rossocrociato. Cappelletti se l'era tolto, per proteggere il piccolo essere che ardeva di febbre. Era un bambino curdo, uno dei tanti profughi che Cappelletti, con i suoi, aveva soccorso, nella notte, aveva capito che stava molto male, l'aveva portato in ospedale e dietro di lui, una donna che arrancava, aria smarrita. Si era fidata solo di Cappelletti, gli aveva affidato il figlioletto.

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a.savini

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