Domenica 08 Gennaio 2012

Cantù, palazzetto immobile
Adesso si muovono i tifosi

CANTÙ Palazzetto immobile, si muovono i tifosi. È stato solo l'inizio, il segnale che i tifosi ci sono, che comprendono la gravità della situazione. E che presto si faranno sentire, come hanno fatto l'altra notte issando uno striscione sulla recinzione del cantiere del palazzetto.

O meglio, la recinzione che delimita la buca dove nulla si è mosso per mesi, nonostante la prima pietra fosse attesa per il gennaio scorso. Il silenzio attorno ai lavori del palasport, o meglio al loro immobilismo, ha esasperato gli animi. Quello di un imprenditore come Paolo Petazzi, patron di Cinelandia, che dentro la struttura dovrebbe realizzare un multisala in grado di coprire il 25% delle superfici commerciali, ma che s'è detto pronto a  fare i bagagli e trasferirsi dagli "odiati" antagonisti, a Varese. Anche se ora pare esserci una mezza retromarcia, un'apertura al dialogo. Motivo del suo fragoroso annuncio, da una parte un Daspo che gli impedirebbe di entrare nel suo cinema e che il questore di Como al momento non ha revocato ne sospeso, dall'altra proprio le lungaggini del progetto, ancora in attesa dell'ultima validazione.

L'ennesimo intoppo che è sembrato mettere in pericolo il progetto che dopo vent'anni deve dare finalmente un impianto alla città. Il che ha fatto scoppiare la rabbia dei tifosi, la cui manifestazione tangibile è stata uno striscione appeso l'altra notte, brevemente, accanto al cantiere. «Il risultato di questo Comune - vi si leggeva - tante chiacchiere e un buco. Vergognatevi».

Maggiori dettagli su La Provincia in edicola domenica 8 gennaio.

r.foglia

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