Venerdì 13 Gennaio 2012

Svendite tutto l'anno
La novità divide Como

COMO La manovra Monti prevede che si possano fare i saldi tutto l'anno. Secondo un sondaggio di Confcommercio sei commercianti su dieci sono contrari.
Ma perfino secondo il segretario della Cgil Ivan Garganigo la liberalizzazione è una sorta di catastrofe «che finirà per favorire solo la grande distribuzione».
«Se oggi si incassa 100 dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, domani si incasserà ancora 100 - dice il presidente di Confcommecio Giansilvio Primavesi -. Sulla norma che prevede la possibilità di fare svendite tutto l'anno, basti dire che la nostra categoria si sta battendo per dichiararla illegittima visto che è anti costituzionale. Confcommercio a livello regionale sta sollecitando il presidente Formigoni a far valere la propria posizione visto che i saldi sono sempre stati di materia regionale. In ogni caso, se ci dovessimo adeguare per forza, ci sarebbe un aumento della confusione. Il cliente non saprebbe neanche più qual è il prezzo di partenza. Come potrebbe fare a capire, per esempio, che il cappotto in svendita a 200 in partenza costava davvero 300 e non già 200?».
Per Garganico i problemi con il personale non deriveranno tanto dalla liberalizzazione delle svendite, ma dalla liberalizzazione degli orari: «È chiaro che è un provvedimento che favorisce solo la grande distribuzione. E finirà per far chiudere anche quei negozi che sono riusciti, a fatica, a tenere duro».
Mauro Antonelli del Codacons dice: «Non hanno più senso i saldi fatti come ora con regole ormai violate da tutti a cominciare dalla data, che andrebbe lasciata alla libera determinazione dei negozianti».
Secondo un sondaggio di Confcommercio invece sei negozianti su dieci sono contrari all'abolizione dei saldi.
Confesercenti dice «no alla liberalizzazione degli orari e delle aperture. Il comune di Como è l'unico tra i più importanti della Lombardia ad avere emanato un'ordinanza del sindaco in cui si liberalizzano gli orari e le giornate di apertura delle attività commerciali e dei pubblici esercizi. Si tratta secondo noi di una forzatura e di una scelta sbagliata».

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a.savini

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