Mercoledì 15 Febbraio 2012

Anzano, uccise una donna
Torna libero dopo 9 anni

ANZANO DEL PARCO - Alessandro De Luca nel 2003 uccise con una quarantina di coltellate una giovane prostituta nigeriana raccattata sulla 342 e invitata in casa per un festino hard.

Oggi, a nove anni di distanza da quella serata granguignolesca (era il 3 febbraio del 2003), mentre in Italia impazzano polemiche e dibattiti sul sovraffollamento e sui decreti svuota carceri, De Luca è tornato un uomo libero, impiegato, per un macabro corto circuito del destino, all'ufficio cimiteri di un Comune dell'hinterland milanese, non lontano dalla cella di Bollate che lo ha ospitato in questi anni.

Arrestato una decina di giorni dopo il delitto e dopo un impacciato tentativo di farla franca, Alessandro deve questa sua seconda vita a un mezzo miracolo giudiziario e a due bravi avvocati, Anna Maria Restuccia e Fabio Gualdi, che riuscirono a farlo condannare a soli sedici anni. Alla faccia delle quaranta coltellate, e riconoscendogli un vizio di mente solo parziale e transitorio - limitato agli istanti brevissimi del raptus omicida - il giudice Walter Vian ritenne che per pagare il suo debito 16 anni sarebbero bastati. 

Alessandro in questi anni ha dimostrato di essere il detenuto modello che il legislatore sognava, quello capace di tornare alla società, di redimersi, di capire e capirsi, di riprendersi. E nove anni sono volati. Indulto, buona condotta, libertà.

g.devita

© riproduzione riservata