Domenica 19 Febbraio 2012

Cantù, che delusione
La coppa è di Siena

TORINO Negli occhi dei tifosi canturini che hanno affollato di calore ed entusiasmo il palazzetto di Torino, c'era la certezza che il 2012 potesse essere l'anno giusto. E invece, di fronte a un Pianella in trasferta, la Bennet ha giocato una delle peggiori partite dell'anno, consegnando la Coppa Italia all'eterna rivale Siena praticamente senza mai giocarsela davvero.

Finisce 88 a 71 l'ennesimo scontro diretto tra Cantù e Siena. Ma già a metà gara in molti avevano notato negli sguardi dei ragazzi di coach Trinchieri un'assenza importante: la grinta e la convinzione.

La Bennet entra sul parquet già arrendevole. In troppi rinunciano a tiri, se non facili, di sicuro fattibili. E concendono alla difesa dei campioni d'Italia un'occasione ghiotta per recuperare palloni su palloni. A spaccare letteralmente in due il match è Davide Andersen, autore alla fine di 23 punti, 18 dei quali nei primi due quarti. Con la sua abilità da sotto, da tre e dalla media ha fatto impazzire la difesa canturina. In venti minuti la Bennet segna appena 33 punti, ma va all'intervallo con appena 11 lunghezze da recuperare.

Il momento della svolta è all'inizio del terzo quarto. Markoishvili prende palla nell'angolo, palleggia, poi si volta usando il piede perno e segna. Gli arbitri fischiano un'infrazione di passi fantasma. Da quel momento Siena infila un parziale micidiale che spegne ogni residua speranza nei tifosi.

Difficile salvare qualche giocatore nella Cantù di questa Caporetto in terra Piemontese. Forse Basile. Non certo Doron Perkins, che ha cominciato a distribuire assist e a segnare a partita abbondantemente persa. Il rammarico maggiore, guardando i tabellini, è la considerazione che tutto sommato sono bastati tre giocatori a Siena per smontare i sogni canturini. La Bennet vittoriosa contro il Maccabi in Eurolega, senz'ombra di dubbio, la Montepaschi di Torino l'avrebbe spazzata via. Ma quella era un'altra partita. E un'altra storia.


LA CRONACA DELLA PARTITA
PRIMO QUARTO
A Torino la coppa del pubblico l'ha vinta Cantù: il palazzetto sembra il Pianella. Oltre duemila i canturini presenti nella città della mole. Grande entusiasmo per l'ennesima sfida con Siena e per l'ennesimo assalto alla Coppa Italia.
Cantù parte male soprattutto in difesa... Anderson troppo libero punisce spesso e volentieri la Bennet. Primo quarto bruttino, in ogni caso, grande confusione in campo. I brianzoli vanno sotto anche di nove, ma con il cuore più che con la testa si rifanno sotto sulla sirena del primo quarto con una schiacciata di Shermadini.
Il primo quarto si chiude con cinque punti da recuperare (16-21).
SECONDO QUARTO
Si soffre e anche tanto. La Bennet fatica in difesa, ma soprattutto in attacco non trova soluzioni. I brianzoli ci hanno messo 3 minuti e mezzo per riuscire a muovere la retina nel secondo quarto. Trinchieri gioca la carta Doron Perkins, ma il play americano sembra giocare un altro basket rispetto a quello dei compagni. E' l'intensità difensiva che sta permettendo a Cantù di non perdere contatto con Siena, nonostante i campioni d'Italia siano arrivati anche a 12 punti di vantaggio. I canturini si rifanno sotto, ma Andersen sulla sirena ricaccia la Bennet a 11 lunghezze (33-44)
INTERVALLO
Che sofferenza, a Torino. Cantù fatica a giocare la sua pallacanestro e sul parquet della Mole Siena, nel primo tempo, ha avuto gioco facile a guidare il match. Partita non bella, con tanti errori. Mazzarino e compagni hanno perso ben 12 palloni in venti minuti. La vera spina nel fianco è Andersen. Il lungo senese ha segnato 18 punti in due quarti segnando da sotto, dalla media, dalla lunga distanza: Trinchieri dovrà lavorare per trovare contromisure contro questo stradominio. Male Doron Perkins: il play è apparso assolutamente evanescente, senza ritmo, per certi versi pure un po' intimorito. Anche Mazzarino e Markoishvili non sono ancora entrati in partita.  Nulla, ovviamente, è ancora deciso. Ma serve un deciso cambio di ritmo. E Cantù ha, nelle corde, questa capacità.
TERZO QUARTO
Quando ancora la partita non era fuggita via Markoishvili prende palla dall'angolo, usa il piede perno per girarsi, si alza e segna... gli arbitri fischiano un'infrazione di passi inesistente. Se è vero che la pallacanestro è fatta di episodi e questo l'episodio che ha sancito l'inizio della fine. Da quel fischio Siena ha preso il largo. Chiaro che con un simile punteggio, in ogni caso, non si può dare la colpa a una o più chiamate arbitrali. Il dato di fatto è che la Bennet è scesa sul parquet troppo arrendevole e quando è cominciata ad andare sotto ha perso fiducia e fatto fuggire gli avversari.
Premessa: dall'altra parte c'è Siena e non la Polisportiva delle scuole medie. Ma finora Cantù, la Cantù che ha saputo stupire e strabiliare in Eurolega, non è scesa in campo. La convinzione dei propri mezzi è ancora nelle borse negli spogliatoi. La testa, forse, addirittura sul pullman. O si cambia e si regala l'ennesima coppa ai senesi. In più Andersen è immarcabile e Shermadini ha già commesso 4 falli. Sembra quasi che la Bennet non ci creda più. Per contro Siena ora segna anche tirando dalle tribune numerate. Il pubblico canturino non si merita uno spettacolo simile. Sentendo i cori sugli spalti sembra che la squadra in vantaggio sia la Bennet... all'ultimo intervallo 51-73
ULTIMO QUARTO
Si gioca solo perché il cronometro lo richiede... ma ormai la coppa è chiaramente già di Siena. Finita: Siena 88 - Cantù 71





































m.schiani

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