Sui trampoli contro la Tav
Protesta da Cabiate e Mariano

Due manifestanti arrivavano dalla Brianza: hanno deciso di dedicarsi al sociale attraverso l'arte e utilizzare i trampoli per dire no alla violenza. Solo per un caso hanno evitato gli incidenti che si sono verificati a Torino: «Manifestiamo senza mai sconfinare nell'illegalità»

MARIANO In Val di Susa c'erano anche loro. Con i loro trampoli, sono stati tra i protagonisti della marcia pacifica "No-Tav" che si è svolta sabato da Bussoleno a Susa e ora sono sconcertati per il tragico incidente di cui è stato vittima Luca Abbà, il leader della protesta contro i lavori dell'alta velocità Torino-Lione, precipitato lunedì da un traliccio dell'alta tensione davanti alla baita Clarea e oggi in gravi condizioni.

Andrea Cappellini, 26 anni di Mariano, e Filippo Borella, 38 anni di Cabiate, hanno fatto una scelta nella loro vita: dedicarsi al sociale attraverso l'arte e utilizzare i trampoli per dire no alla violenza. «Con Andrea - racconta Filippo Borella - ci siamo conosciuti a Roma a ottobre durante i disordini scoppiati alla manifestazione degli "indignados". Vorrei creare un movimento pacifico chiamato White Block perché è giusto manifestare per le cause in cui si crede, ma non si deve mai sconfinare nella illegalità».

Con questo spirito i due ragazzi sono andati sabato in Val di Susa e solo per un caso non sono rimasti coinvolti negli incidenti che si sono verificati a Torino «quando la polizia ha attaccato i manifestanti che stavano cercando di tornare a casa con il treno. Una cosa incredibile e ingiustificabile che noi abbiamo vissuto in diretta perché dei nostri amici ci chiamavano al telefonino, mentre noi eravamo in macchina, per dirci cosa stava succedendo».

Il racconto dei due ragazzi sul quotidiano La Provincia in edicola mercoledì 29 febbraio.

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