Formula Vierchowod
Cultura, turismo e sicurezza

«Dai un calcio alla vecchia politica». È lo slogan scelto dall'ex calciatore Pietro Vierchowod, candidato sindaco del movimento «Il faro per Como». Lista e programma sono stati anticipati ieri, mentre questa sera si terrà la presentazione ufficiale alla città (all'hotel Palace, dalle 21).

COMO «Dai un calcio alla vecchia politica». È lo slogan scelto dall'ex calciatore Pietro Vierchowod (nella foto), candidato sindaco del movimento «Il faro per Como». Lista e programma sono stati anticipati ieri, mentre questa sera si terrà la presentazione ufficiale alla città (all'hotel Palace, dalle 21).
«Siamo un gruppo di persone normali, amiamo Como e vogliamo solo dare, non prendere - spiega Vierchowod - Non ci interessano le poltrone e non abbiamo interessi da difendere. Ho letto il programma di Stefano Bruni di cinque anni fa, non è stato realizzato nulla: come ci si può fidare ancora? Non ci schieriamo - prosegue - né a destra né a sinistra, al secondo turno valuteremo cosa fare. Se i partiti si avvicineranno alle nostre idee, apriremo un confronto, in caso contrario diremo ai nostri elettori di andare al mare. Ma tutto dipenderà dal risultato, se ci fermiamo allo 0,1% questo problema non si pone».
Quanto alle principali linee programmatiche: «Il futuro della città - sostiene il candidato - passa dalla cultura e dal turismo, bisogna riuscire a prolungare i soggiorni dei visitatori e offrire attrazioni anche da settembre a maggio. Insomma, le mostre non bastano. Altri punti cardine della nostra proposta sono l'attenzione al volontariato e una maggiore sicurezza, con la presenza sul territorio di ex carabinieri ed ex poliziotti come deterrente. E poi bisogna puntare sullo sport, facendo chiarezza anzitutto sul palaghiaccio, perché mi dicono che ci sono ancora difficoltà. Lo stadio? Non va spostato, è in una posizione magnifica». E ancora: «Un polmone verde nell'area Ticosa, manutenzione ordinaria più curata, un aiuto ai giovani che cercano casa, stop al consumo di nuovo suolo visto che siamo pieni di case invendute».

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