Como, concorso vigili
Scomparso un atto

Ci sono voluti cinque anni e mezzo, ma alla fine lo "strano" caso del concorso dei vigili di cui la metà dei candidati già conosceva le tracce è finalmente approdata in aula. Con non pochi colpi di scena.

COMO Sfila l'Italia delle scorciatoie, delle raccomandazioni e degli esami di Stato suggeriti in anticipo, nell'aula del Tribunale. Ci sono voluti cinque anni e mezzo, ma alla fine lo "strano" caso del concorso dei vigili di cui la metà dei candidati già conosceva le tracce è finalmente approdata in aula. Con non pochi colpi di scena.
Entrambe le novità sono emerse in apertura di udienza, riferite dal pubblico ministero Massimo Astori, il quale ha ereditato e riunito in un unico procedimento lo spezzatino di fascicoli cucinato dalla Procura dopo la fuga di notizie sulle tracce della seconda prova scritta nel concorso per un posto come vigile urbano a Como, nel novembre 2007.
Entrambe le novità sono emerse in apertura di udienza, riferite dal pubblico ministero Massimo Astori, il quale ha ereditato e riunito in un unico procedimento lo spezzatino di fascicoli cucinato dalla Procura dopo la fuga di notizie sulle tracce della seconda prova scritta nel concorso per un posto come vigile urbano a Como, nel novembre 2007.
La prima: Paolo Gatto, all'epoca assessore al commercio, è indagato per violazione del segreto d'ufficio perché accusato di aver rivelato a un'amica, il giorno prima dell'esame, le tre tracce che sarebbero state proposte ai candidati. Il fascicolo è però stato inviato a Brescia, come precauzione perché si accerti se il magistrato originariamente titolare dell'indagine, nel non procedere all'iscrizione di Gatto nel registro degli indagati, possa aver commesso una qualche omissione.

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