Venerdì 06 Luglio 2012

Il nuovo Como
si ispira al passato

Mauro Gibellini è l'uomo forte in camicia blu, il braccio destro Giovanni Dolci in gessato, il loro prescelto Silvio Paolucci è un po' in disparte (ma si è capito al volo che non ama i riflettori) in camicia bianca. La società c'è, con il trio Rivetti-Porro-Brunati, nel ruolo di cerimonieri, ben disposti dopo le recenti bufere amministrative a far parlare i nuovi. Sullo sfondo, qualche tifoso.

Le parole «progetto», «settore giovanile» e «serie B», non sono passate inosservate. Parole, per ora, ma ripetute in continuazione nella conferenza stampa di presentazione allo stadio. Non dal primo che passa, ma da colui che la società ha scelto per far ripartire la macchina, il direttore sportivo Mauro Gibellini, carico come una molla. Dopo la stagione calda a Verona, ha voglia di ricominciare. Il vicepresidente Pietro Porro gli ha fatto la corte per due mesi e la scena è quasi tutta per lui. Per la terza volta a Como, ora ha la prospettiva di fare quello che più gli piace, forte del contratto triennale che la società ha offerto a lui e a Dolci: «Ricostruire, perché c'è tanto lavoro da fare. Mi ispirerò al Como che ho conosciuto da giocatore, quando c'era il papà di Porro: una società che ha dato tanto al calcio italiano. Sono stato scelto per questo, so come riavviare il Como, dandogli una struttura moderna ed efficace».

n.nenci

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