Venerdì 10 Agosto 2012

"Moschea" con i sigilli
Polemica a Cantù

CANTÙ La comunità pachistana è pronta a passare alle vie legali per chiedere il dissequestro dei locali di via XI Febbraio 20. Il Comune, da parte sua, non commenta la scelta dell'associazione culturale Norr-e-Madina. E ribadisce come i sigilli, apposti mercoledì mattina dalla polizia locale siano soltanto un atto dovuto di fronte all'utilizzo di locali inagibili. Mentre la Lega Nord plaude all'iniziativa contro quella che ritiene una vera e propria moschea irregolare.

Queste le prime reazioni dopo l'operazione condotta mercoledì mattina dalla polizia locale. Il sequestro è stato disposto dagli uffici del municipio come provvedimento nei confronti del proprietario dell'immobile. Ma i pachistani, che in quei locali erano in affitto, non ci stanno. «Chiederemo al Tribunale di Como il dissequestro - annuncia Muhammad Munir, presidente dell'associazione culturale - siamo pronti ad andare fino in fondo. Lì c'è la sede della nostra associazione. Al Comune chiederemo i permessi per un cambio di destinazione d'uso».

Dal vicesindaco Francesco Pavesi nessun commento sulla scelta dei pachistani di chiedere la rimozione dei sigilli. «Sono sviluppi che hanno a che vedere con il lavoro degli uffici e non con la volontà politica - afferma Pavesi - gli uffici si sono fatti carico di questo percorso tecnico e hanno riscontrato delle irregolarità. Politicamente, resta valido quanto già affermato: secondo noi è importante creare un clima di condivisione e di reciproco rispetto nei confronti di coloro che abitano la città e esprimono la propria religione».

m.butti

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